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Manukalpa e l'arte antica della lavorazione del metallo

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Non c'è nulla di più bello di una chiave, finché non si sa che cosa apre. (Maurice Maeterlinck) Il fabbro è uno di quegli antichi mestieri, di cui con il tempo si è persa l’importanza e la magia. Nella sua fucina si producevano tutti gli attrezzi in ferro per il lavoro agricolo e boschivo. Sulla grossa incudine, con assestati colpi di martello, i fabbri trasformavano il ferro, rendendolo nobile, utile, familiare. Producevano spade e coltelli, armature e corazze, chiodi e ferrature per cavalli, chiavi e utensili vari.

E-Glass: l'arte dell'imprevedibile

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Un mondo con meno rifiuti è un mondo migliore. Questa è la filosofia di Ezio Procacci, artigiano e titolare del marchio E-Glass . Il suo è un progetto di ricerca sperimentale, che permette la metamorfosi incontrollata del vetro. E-Glass è un laboratorio d’arte vetraria, in cui maestria e imprevedibilità vanno a braccetto. Si prepara il vetro, si chiude il forno e il calore genera arte. Nascono oggetti dall’armonia imprevedibile.

Essere Vento: L'arte della pelletteria

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Ho poi incontrato Andrea in più di una occasione e con lui, insieme a Fabiola, abbiamo parlato di artigianato, di OPI e della Associazione Prendi L’Arte , di cui Andrea fa parte e che è nata 12 anni fa da un gruppo di artigiani accomunati dalla voglia di valorizzare il proprio lavoro artistico.   Non avevamo, però, avuto modo di parlare del suo lavoro, delle sue creazioni e della sua storia. Era solo questione di tempo, lo sapevo bene. Un anno dopo, con un progetto più chiaro e delineato in testa, sono tornata sul “ luogo del delitto ”. Mi sono presa una mattina libera per tornare all’ Arts and Crafts Market per conoscere altri artigiani e per poter ascoltare altre storie. Sono andata dritta da Andrea, sapendo che ne sarebbe scaturita una piacevolissima conversazione.

Area Contesa Arte: dove l'arte è di casa

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Via Margutta, all'origine, era soltanto il retro dei palazzi di Via del Babuino, dove si posteggiavano le carrozze ed i carretti e dove si trovavano i magazzini e le scuderie. Si devono a un giovane monsignore di origine belga, Saverio de Merode (1820-1874), le sorti di questa via. Egli si accaparrò i territori delle pendici, smantellò gli orti, impiantò le fogne e sistemò il piano regolatore del vicolo che diventò una strada. È certamente una strada particolare e, all'epoca di Saverio de Merode, appariva profumata dal verde dei giardini e delle vigne, e per questo era tanto amata da artisti, pittori, scultori, antiquari. In questa strada, ancora oggi cuore pulsante dell’arte romana, si trova, al civico 90, un posto dove non solo si possono ammirare, ma anche acquistare opere d’arte, un luogo dove l’arte si vive e si respira a 360 gradi in tutte le sue espressioni.