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Visualizzazione dei post con l'etichetta Artigianato e Palazzo

Flo and Flo: l'eleganza della camicia su misura

L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare. Giorgio Armani
La camicia è un indumento antichissimo noto fin dall’epoca romana. Era di lino ed era usata come indumento intimo (kamasos) per isolare e proteggere la pelle dalle stoffe pesanti dei vestiti. Inizialmente senza maniche - fecero la loro comparsa solo nel 1500 - nel 1600 divenne un vero e proprio capo di abbigliamento. Il colletto delle camicie, specie quelle da uomo, è stato l’elemento che nei secoli ha avuto più cambiamenti. A partire dal periodo barocco la camicia divenne massima espressione di stile ed eleganza maschile grazie all’invenzione della cravatta, ai tempi una semplice striscia di lino bianco che veniva  girata intorno al collo e lasciata cadere sul petto, mentre verso il 1860 fecero la loro comparsa anche le prime camicie da uomo colorate, inizialmente usate solo per l’abbigliamento da giorno. La camicia bianca si impone, a partire dal 1700, come status symbol, come indumento indossato solo da chi - come i nobil…

El Jardì Secret - Segno d'identità

Inebriante. Non c’è altra parola per descrivere l’incontro che ho avuto, nel Giardino Corsini, con i profumi di El Jardí Secret. Ne sono rimasta tanto frastornata, che se ci ripenso riesco ancora a ricordare, anche se è ormai passato quasi un anno da quell’incontro, profumi, fragranze, note preziose e rare. Mi sono ritrovata catapultata in un luogo magico, in un giardino segreto, nel quale oli, fragranze e profumi usano un linguaggio senza parole che non richiede alcuna traduzione. A farmi da Cicerone in questo fantastico e profumato giardino ho trovato la signora Esperança Cases Prats, artigiana e fondatrice di El Jardí Secret.

Terra d' Ombra - decorazione d'interni

Era il mio ultimo giorno ad Artigianato e Palazzo e io avevo quasi timore ad avvicinarmi allo stand di Terra d’ombra, dove Elena D’Atti e suo marito Roberto Iabichella erano intenti a lavorare. Per una come me, che non è capace di disegnare e di tenere in mano un pennello, è sempre un mistero come da niente, da un muro bianco, possano nascere tali meraviglie. Quindi sono rimasta un po’ in disparte a guardare e a sognare e poi ho preso il coraggio a due mani, mi sono avvicinata e ho rotto l’incantesimo. Devo dire che ne è proprio valsa la pena! Ho scoperto, ad esempio, che la tecnica dell’affresco è ancora oggi utilizzata o che alcune terre, dopo aver assorbito la luce di giorno, la sprigionano poi di notte con il buio. Ho scoperto soprattutto, che dalla passione per il proprio lavoro può nascere una famiglia. Ringrazio infinitamente Elena D’Atti per la nostra chiacchierata.

L'arte dell'intreccio di Tommaso Candria

L’arte dell’intreccio è molto antica. Già nell’antica Grecia e nell’antica Roma ci sono testimonianze dell’uso e della lavorazione del vimini per realizzare ceste e sedili. La lavorazione dei vimini continua, poi,  nel Medioevo e nell'età moderna e la sua importanza è dimostrata dal costituirsi di corporazioni di quest'arte; nel Settecento il panieraio italiano eccelle per finezza e buon gusto di prodotti. In Italia l’arte dell’intreccio è tipica del paese di Mogliano. Complementare al lavoro dei campi fin dall’800 e poi prevalente con la lavorazione del giunco e del vimine, è ancora parzialmente presente, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo del midollino. Il salto di qualità si è avuto con l’introduzione di altri materiali, importati dall’Asia, quali la canna di bambù in tutte le diversificazioni tipo malacca, rattan, borgogna, manao e manila. Ad Artigianato e Palazzo ho avuto la fortuna di incontrare uno di questi artigiani, Tommaso Candria, che ringrazio per avermi r…

Fabriano Boutique: l'altra faccia della carta

Il mio primo incontro con la Carta Fabriano è avvenuto alle scuole medie, quando, con la lista della cartoleria alla mano, sono andata in negozio a rifornirmi per le materie di tecnica ed educazione artistica. E visto che io non sono mai stata una grande disegnatrice, la mia esperienza con la carta da disegno si è conclusa nei tre anni della scuola media. Sono invece sempre stata attratta da tutto ciò che gravita intorno alla carta … quaderni, penne, colori … per quelli veramente è stata sempre passione infinita. La carta è stata poi materia prima per i miei pasticci craft. Insomma è sempre stata, più o meno, fonte di ispirazione. Quando ad Artigianato e Palazzo mi sono imbattuta nello stand di Fabriano Boutique, è avvenuta la quadratura del cerchio. Avete presente quando Pinocchio entra nel Paese dei Balocchi? Ecco su per giù la stessa sensazione.

Bruna Tatafiore: geometrie di tessuti

Diceva Voltare: Di tutte le scienze la più assurda, la più capace di soffocare ogni specie di genio, è la geometria. Questa scienza ridicola ha come oggetto superfici, linee, punti che non esistono in natura. La geometria è solo uno scherzo di cattivo gusto. Io, però, ad Artigianato e Palazzo lo scorso anno ho incontrato una persona, che non solo pensa esattamente l’opposto di Voltaire, ma che applica le regole della geometria per creare borse, accessori e capi di abbigliamento bellissimi e unici.
Questa persona si chiama Bruna Tatafiore, architetto, ed ha applicato i suoi studi di geometria alla sartoria.

Olivia Monteforte - Bespoke Shoes

L'incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche; se c'è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati. (Carl Gustav Jung)
L’avevamo contattata prima dell’edizione 2017 di Artigianato e Palazzo e le avevamo chiesto di esprimere un parere sulla sua partecipazione al Blogs & Crafts dell’anno precedente. La risposta di Olivia era stata concisa, ma si percepiva forte il suo entusiasmo: Vi aspetta una esperienza meravigliosa. E aveva ragione. Per noi l’esperienza di Artigianato e Palazzo è stata veramente meravigliosa e ricca di incontri fantastici.

L'arte tessile di Rosanna Bernacchi

Il fascino dell’oggetto fatto a mano deriva dal fatto che l'artigiano che lo ha realizzato ha lasciato il suo segno su di esso. (Jean Baudrillard)
Di stile Rossana Bernacchi ne ha tanto. Tutto, nei suoi capi, è frutto di una ricerca minuziosa, a partire dal filo, per continuare poi con i modelli dei suoi abiti, e i colori, e i disegni delle stampe. Ogni suo capo è un pezzo unico e questo rende il suo lavoro ancora più accurato e affascinante.
Ho avuto il piacere di incontrarla a Firenze e di farmi raccontare la sua storia.


Ci può raccontare la sua storia? Come nasce il suo progetto? Io ho lavorato per 25 anni nel campo del tessile. Lavoravo all'ufficio importazione di un grosso buyer di Firenze. Mi occupavo dello sviluppo prodotto nei filati e della messa a punto delle produzioni. La mia storia nasce come ricerca prodotto, ricerca filati e messa a punto dello sviluppo dei campionari. Lavoravo con ditte, creando prototipi che venivano poi mostrati alle ditte americane.
Qual è stata l…

L'arte dell'intarsio secondo Zouganista

Chissà perché, quando sento parlare di intarsi mi vengono in mente mobili e tavoli decorati e cesellati con maestria artigianale, ma mai, prima delle mie scorribande fiorentine ad Artigianato e Palazzo, mi sarebbe venuto in mente di pensare all’intarsio come ad una tecnica così particolare e duttile da rendere possibile, grazie al suo utilizzo, di realizzare delle vere e proprie opere d’arte. Takafumi Mochizuki, titolare del marchio Zouganista, artigiano vincitore di Blogs and Crafts 2014 e presente anche nell’edizione 2017, mi ha fatto scoprire un modo diverso di concepire gli intarsi.

Il mondo della piuma secondo Mazzanti Piume

L’immagine più bella, che io ho di una piuma, è quella della piuma bianca, che cade dal cielo in Forrest Gump. Mi piace e mi affascina proprio perché rispecchia in pieno la leggerezza, la poesia e la magia. Ho ritrovato, con gioia, tutte e tre queste caratteristiche nello spazio della limonaia grande di Giardino Corsini, dove sono stata investita dall’entusiasmo del signor Maurizio Mazzanti. In un batter d’occhio mi sono ritrovata con un cerchietto di piume in testa e con un boa al collo e, imbarazzo a parte, ho fatto un salto all’indietro nell’atmosfera degli anni ‘20-’30 del Novecento. Se vi state chiedendo, perchè non vi mostro ora una mia foto mentre sono così abbigliata, sappiate che mai nessuno la vedrà!

L'atmosfera della bottega artigiana di Stefano Ajello

L’Umbria è una regione affascinante ricca di storia e di artigianato. Abbiamo già fatto un salto in Umbria con le storie artigiane di Mariaelisa Leboroni, de L’Allegra Sartoria e di Ezio Procacci, loro sono solo una minima parte degli artigiani, che si possono incontrare nei borghi e nelle città medievali. Tessitura, ceramica, legno, cioccolato sono le principali produzioni artigianali, che possiamo trovare in questo territorio.
Un artigiano umbro, di quelli che hanno bottega e che lavorano secondo le antiche tradizioni, io l’ho incontrato a Firenze durante Artigianato e Palazzo e, devo dire, mi ha conquistato.

La luce si veste con abiti da sera

Non guardare se il tuo bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Guarda quanta luce c’è nel vetro.(Fabrizio Caramagna)
Quello di trovare il paralume perfetto è  uno degli annosi problemi che si devono affrontare, quando si arreda una casa o anche più semplicemente quando si ha avuto la fortuna di avere tra le mani una vecchia e bellissima base sprovvista – ahimè - del paralume originale.  Per fortuna la creatività del signor Guglielmo D'Alfonso ci può aiutare.
Già, perché la sua è un’idea geniale: usare le perle di cristallo per rivestire lampadine, ventoline e paralumi. L'effetto devo dire è strabiliante. Per la forza della magia creativa ogni lampada trova la propria veste scintillante e preziosa e non c'è arredamento o stile che possano impedire l'utilizzo di queste meraviglie. Io, nel Giardino Corsini, sono letteralmente caduta ai piedi del signor Guglielmo nell'intento di farmi raccontare la sua storia. Per fortuna mi ha soccorso con una sedia e la nostra chiacchiera…

La xilografia secondo Xilocart

Oggi vi voglio raccontare una storia. La storia della xilografia, una delle più antiche tecniche incisorie. E’ una storia lunga che comincia in Cina Nel I sec. e prosegue in Europa nel XV sec. una storia più complessa di quanto si creda. Il lavoro xilografico è tutto incentrato sul legno che viene tagliato, disegnato, inciso, impregnato di colore e infine viene usato come timbro su carta. Pare facile detto così e invece non lo è affatto. La precisione, la minuzia dell’intaglio e la sovrapposizione dei colori fanno sì che le opere xilografate siano dei veri e propri capolavori. La xilografia a colori raggiunse un altissimo livello in Giappone soprattutto nei sec. XVIII e IX portando anche fino a 20 il numero dei legni usati. Le sue origini in Occidente rimangono imprecisabili. Probabilmente l’uso della carta è fondamentale spinta per l’utilizzo della xilografia. Dopo l'invenzione di Gutemberg della stampa a caratteri mobili, la xilografia ha trovato un potente alleato per la sua sop…

Thya Bijoux:ecogioielli made in Italy

L’ispirazione nasce da quello che vediamo, dalla nostra vita, dalle nostre emozioni. Gli artigiani, gli artisti, più di altri trasmettono le loro emozioni e il loro sapere alle loro creazioni e così anche lo spettatore, il fruitore della creazione, rimane affascinato e abbagliato. Le ispirazioni più belle, più affascinanti, sono quelle che vengono dal contatto con la natura. Ne sa qualche cosa Lidia Sanna, artigiana romana che realizza bijoux, unendo due sue passioni: la natura selvaggia dell’Africa sub-sahariana e i colori dei paesaggi irlandesi.
Queste due passioni diventano fantastiche ispirazioni per le sue due linee di gioielli Fauna e Flora. Quello che veramente mi ha affascinato e mi ha attirato verso il suo stand ad Artigianato e Palazzo è stata la scelta dei materiali: cascate di petali di fiori colorati incapsulati in plastica trasparente e animali realizzati con plastiche di riciclo. Già, riciclo… se si ama la natura, se la natura stessa è musa ispiratrice e protagonista delle t…

Valevu, lo slow fashion delle borse

La mia passione per le borse è ormai risaputa anche qui tra le pagine di questo blog. Forse è l’accessorio di moda, che mi piace di più. Grandi, piccole, comode, scomode, ne ho avute veramente di tutti i tipi. Per questo motivo io proprio non resisto alla possibilità di poter conoscere, di poter parlare con chi le borse le crea e le progetta. A Firenze, a maggio, per me è stato veramente come entrare nel paese dei balocchi. Se nella limonaia piccola del Giardino Corsini ho avuto il piacere di parlare con l’ideatrice del marchio RARO, nella limonaia grande ho incontrato Valentina, ideatrice modellista e designer del marchio Valevu.


Come nasce Valevu? Nasce da un’idea covata per qualche anno. Ho cominciato creando sandali, mi sono specializzata nella creazione di sandali, ho fatto un po' di esperienza e poi sono approdata alle borse con questa linea creata un po' per caso  in un pomeriggio di quelli in cui ti chiedi oggi cosa potrei fare? All’interno di questo progetto ho messo quell…

Changing Atmosphere ... tutto si trasforma

Secondo un racconto di Plinio il vetro fu una scoperta accidentale dovuta ad alcuni mercanti fenici, che, sbarcati presso le rive del fiume Belo in Siria intorno al 5000 a.C, accesero un fuoco da campo ed usarono per appoggiare le loro pentole dei blocchi di nitrato prelevato dal carico che trasportavano. ...il natron, fondendosi per l'ardore del fuoco e mischiandosi con la sabbia della spiaggia, si vide un nuovo liquido trasparente formato da questo miscuglio... Probabilmente questa è solo una leggenda, fatto sta che ancora oggi il vetro è tra i principali materiali usati per la conservazione di alimenti solidi e liquidi. Il vetro ha anche la caratteristica di poter essere utilizzato per la conservazione più volte, perché è un materiale sul quale non rimane traccia, se ben pulito e trattato, dell’alimento conservato. E’ innegabile, però, che questo materiale si presta molto per essere anche riutilizzato in ambito artistico. Le bottiglie, una volta finito il contenuto, possono cambiare…

Le piccole opere uniche di Andrea Cadoni

Cercare di scoprire l’essenza di un artigiano senza indagare sulle sue origini, senza conoscere i luoghi in cui ha vissuto e quale è stato il suo percorso formativo è un po’ come saltare una parte di storia e andare a leggere solo il finale, è come leggere l’ultima parte del romanzo senza leggerne la prima. Lo so, alle volte capita, soprattutto se si intravede un finale fantastico, lo abbiamo fatto tutti, è inutile nasconderci dietro un dito.

Salvatore Ferragamo: 90 anni indietro nel tempo

Il 19 maggio scorso, a Firenze, io ho preso una nave, un transatlantico a dirla bene, il “Roma” e ho viaggiato in prima classe. L’ho presa, come se fosse una macchina del tempo, per intraprendere un viaggio all’indietro, dal 2017 al 1927, per rivivere e scoprire Salvatore Ferragamo, Firenze e l’Italia tutta dopo i suoi 12 anni trascorsi negli Stati Uniti. Come ho fatto a prendere un transatlantico-macchina del tempo in una città, che neanche affaccia sul mare?
Facile! Mi sono recata a Palazzo Spini Feroni, dove ha sede il Museo Ferragamo e dove è allestita la mostra Il ritorno in Italia. Salvatore Ferragamo e la cultura visiva del Novecento, che è stata inaugurata il 19 maggio scorso e che sarà visitabile fino al 2 maggio 2018. Mi è bastato varcare una porta, per ritrovarmi in un altro mondo, in un’altra epoca.

Anseo, la natura che si trasforma in arte

Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata.
(Albert Einstein)
Stavamo preparando la nostra trasferta ad Artigianato e Palazzo, quando a Federica e a me è venuta una idea: perché non contattare gli artigiani selezionati per Blogs & Crafts delle passate edizioni e farci raccontare la loro esperienza? E così infatti è stato.  Ho avuto uno splendido scambio di mail con Elisa Cattani, scultrice, designer e ideatrice del marchio Anseo. Quello di Elisa è un viaggio attraverso la natura e attraverso le sue forme. Il suo istinto, il suo scopo, è quello di conservare le forme nel tempo. Guardando i suoi lavori, io trovo che sia veramente riuscita nell’intento.

Il mondo RARO delle borse artigianali di Giorgia Vergamini

La curiosità riguardo a queste borse e alla loro particolare tecnica di realizzazione era tanta. Io adoro le borse, soprattutto quelle artigianali, che sono il più delle volte indistruttibili e che a me durano tantissimo. Le borse, più di tanti altri accessori femminili, sono oggetti che vengono vissuti, che si portano dietro il passare del tempo, la pioggia, il sole. Le borse sono custodi e contenitori della vita delle persone. Ognuno di noi ha una borsa preferita, sia per dimensione che per forma, e spesso, con il tempo, anche queste preferenze mutano, si trasformano, evolvono. Le borse di pelle sono le regine tra le borse e non temono la concorrenza dei nuovi materiali, sono il massimo per comfort ed eleganza e su questo non si discute (almeno non si discute con me).
Date le premesse, potete ben immaginare che trovarmi di fronte alle borse del marchio RARO è stato per me come trovarmi nel paese dei balocchi. A fare da padrona di casa ho trovato Giorgia Vergamini, giovane artigiana tit…