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Nel mondo incantato della maglieria per neonati con Il Neonato di Graziella

Ad Altopascio, in provincia di Lucca, esiste un Mondo Incantato fatto di fili intrecciati, di colori tenui, di orsetti curiosi e tenerissimi. In questo mondo incantato ci sono anche mani sapienti di artigiani, che lavorano i fili con la maglieria e con l’uncinetto, creando dei deliziosi vestitini per bambini.
Questo mondo incantato è il sogno, avverato, della signora Graziella, che dal 1968 asseconda la sua passione per la maglieria e per il mondo dei bambini.
Oggi l’azienda della signora Graziella, Il Neonato di Graziella, è diventata leader nel settore “maglieria esterna diminuita” e il suo mondo incantato ha affascinato anche tutti i componenti della sua famiglia.
La caratteristica della lavorazione dei capi dell’azienda consiste nell’utilizzare macchinari, che permettono di realizzare ogni singolo pezzo del prodotto già nella taglia desiderata e non un rettangolo di maglia dal quale tagliare le varie parti per poi assemblarle.
In questo Mondo Incantato è nata e cresciuta la signora Susanna, che attualmente è la stilista del brand.
Ho avuto la fortuna anch’io di entrare in questo mondo, anche se per pochi minuti. Era dietro ad una siepe del Giardino Corsini, era maggio e io già mi trovavo dentro a una favola…
Ringrazio la signora Susanna per per avermi guidato alla scoperta di capi, che sono dei piccoli gioielli.

Signora Susanna quando e come nasce la passione?
Io nasco dentro alla passione della mamma. Lei comincia questa attività da ragazzina, cinquant’anni fa. Comincia a lavorare alla macchina della maglieria e  io nasco e cresco con questa attività. Io mi sono inserita, dando il mio apporto creativo a quella che è la parte tecnica.

Come mai ha deciso di occuparsi proprio di moda per neonati?
Anche questa è una questione di famiglia. Mia mamma si è sempre occupata solo di moda bimbo.
Il suo è un brand anche internazionale?
Sì, attualmente abbiamo un cliente, in particolare, in Russia ed è qualche anno, che faccio un campionario esclusivamente per lui.

Come è stato il passaggio tra l’essere solo una marca nazionale ad essere un marchio conosciuto in ambito internazionale?
Beh, è stata una fortuna. Nel momento in cui essere un brand solo nazionale non portava più tanti frutti, l’apertura all’estero è stata fondamentale.
Abbiamo lavorato per anni con gli Stati Uniti e con la Francia. Con la caduta delle Torri Gemelle nel 2011 il mercato si è poi spostato in Russia.
Quali sono i vostri colori prevalenti?
Sono rosa e celeste, poi in aggiunta usiamo l’avorio e il beige. In genere usiamo i colori naturali sia per il cotone che per la lana. Anche per i filati prediligiamo quelli biologici. Cerchiamo di discostarci dai classici colori da neonato. Anche se, comunque, magari nelle rifiniture o nelle applicazioni, usiamo il rosa ed il celeste, usiamo tonalità non accese, ma piuttosto attenuate.

Quale è il capo al quale è maggiormente legata?
Un po’ tutti. In particolare i capi con gli orsi sono quelli che mi piacciono di più.
Quale tipo di lavorazione, invece, le piace di più?
Mi piace molto la lavorazione all’uncinetto, che ci caratterizza nelle rifiniture e nelle applicazioni. Io di solito realizzo il prototipo di ogni applicazione.

Quanto è difficili portare i giovani a lavorare nell’artigianato?
Molto difficile. E’ anche molto difficile far capire il valore del lavoro artigianale. Per questo, per avvicinare il pubblico, ho realizzato dei capi, come questo bavaglino con la stampa della foto delle applicazioni all’uncinetto. In questo modo si abbassano i costi e si cerca di avvicinare più gente.
Che cosa è per lei la creatività?
La creatività è qualche cosa, che hai quando sei libero di esprimerti.

Quale è la vostra proposta per “Fiori d’arancio”?
Nella realtà di oggi ci sono anche coppie, che si sposano, avendo già bambini. La nostra proposta è un vestito da cerimonia per una bambina.

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