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Gialli d' Europa #8 - Polonia: la fine del mondo a Breslava di Mirko Zilahy

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  Ci sono libri che ti prendono per mano e ti portano dentro la storia. E poi ci sono libri che ti lasciano sulla soglia, ti guardano e ti dicono: arrangiati. Questo romanzo per me è stato un po’ così. All’inizio pensavo di aver capito dove stavo andando. Una storia che si apre, un evento, una visita a un moribondo. Poi il filo si spezza quasi subito e da lì in poi non è più una linea retta, ma una specie di labirinto che cambia mentre lo attraversi. Omicidi, indagini, figure strane che entrano e spostano l’aria della scena. E tu che provi a stare dietro a tutto, con la sensazione costante che il libro sia sempre mezzo passo avanti o mezzo passo di lato. Mock non è un personaggio comodo. Non è quello per cui fai il tifo. È uno di quelli che ti fanno anche un po’ storcere il naso, eppure resta lì, centrale, anche quando vorresti spostare lo sguardo altrove. Attorno a lui tutto è altrettanto instabile: il bibliotecario, il veggente, figure che sembrano più apparizioni che presenze...

Dalla lana al feltro: storia di una trasformazione

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Acqua, calore e movimento trasformano la lana in qualcosa di diverso: forte, compatto, armonioso. Non un filo da lavorare, ma un lavoro che prende forma da sé.  Sto parlando del feltro e delle antiche arti dell’infeltrimento. Già, al plurale: perché non esiste un solo modo di infeltrire. L’incontro con Ágnes Eszenyi ( del quale vi ho già raccontato qui ) è stato per me uno di quei momenti che spostano lentamente il punto di osservazione. Prima di parlarle, il feltro era per me un materiale semplice, da tagliare e usare per piccole decorazioni. Non immaginavo potesse essere una materia così ampia, capace di attraversare linguaggi e quotidianità. Durante la nostra chiacchierata sono entrate nel racconto anche le yurte, le abitazioni nomadi rivestite in feltro diffuse in Asia centrale. Un modo di abitare essenziale, mobile, in cui la materia non serve soltanto a creare oggetti, ma a costruire uno spazio da vivere. Ma quali sono i primi manufatti in feltro? I primi manufatti in feltro ...

I fili si riconoscono dopo

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Ci sono incontri che, sul momento, sembrano capitare e basta. Episodi isolati, anche belli, ma senza un disegno evidente. Si raccolgono come foglie in tasca e si dimenticano lì, in attesa. Poi passa il tempo. E succede qualcosa di curioso: non sono gli eventi a cambiare, ma lo sguardo. È come se la distanza permettesse ai fili di distendersi e mostrarsi per quello che sono sempre stati: parti di un tessuto più grande. I tanti artisti e artigiani che ho incontrato in questi ultimi dieci anni non sono stati solo incontri, ma una ragnatela che piano piano si è formata e consolidata. Inizialmente non li vedevo come nodi, ma come incontri. La differenza tra le due cose l’ho capita solo dopo: insieme alle persone ho conosciuto e raccontato storie, esperienze, gesti artistici che oggi riconosco come parte di un disegno più ampio. Solo guardando indietro ho capito che non stavo attraversando episodi separati, ma intrecciando, senza accorgermene, una trama. E questo l’ho capito solo con l’inizi...

Perché scelgo un appartamento invece di un hotel quando viaggio

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C’è una parte del viaggio che non riguarda i luoghi che visito, ma il modo in cui li vivo, anche solo per pochi giorni. Finora vi ho raccontato di viaggi, di luoghi, di arte. Vi ho portato tra strade, musei, panorami e piccoli angoli scoperti per caso, ma c’è una parte del viaggio di cui non vi ho mai parlato davvero: dove alloggio quando sono in viaggio. Abbiamo cominciato ad alloggiare in appartamento quando mio figlio era piccolo, per una ragione molto semplice: era più comodo. Potevamo seguire i nostri ritmi, cucinare i nostri pasti, avere spazio per giocare e per riposarci senza doverci adattare agli orari e agli spazi di un albergo. All’inizio è stata una scelta pratica, quasi obbligata, poi, con il passare degli anni, qualcosa è cambiato. Quella che era nata come una soluzione comoda è diventata, poco alla volta, un vero e proprio stile di viaggio. Perché il modo in cui scegliamo di stare in un luogo cambia completamente il modo in cui lo viviamo. Non è solo una questione di com...