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Una cartolina da Schönbrunn

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Per la mia generazione, Sissi ha il volto di Romy Schneider. Non quello dell'imperatrice che troviamo sui libri di storia, ma quello della ragazza che corre nei boschi, che si innamora di Francesco Giuseppe e che attraversa sale sontuose con abiti bellissimi e capelli ancora più belli e lunghi. È quella Sissi che avevo in testa quando sono arrivata a Schönbrunn. Per visitare il castello ci sono diversi percorsi. Io ho scelto quello più completo. E, una volta entrati, è stato quasi come giocare a un gigantesco “e adesso vediamo cosa c'è qui dentro” : i tornelli si sono aperti davanti a noi uno dopo l'altro. Alla fine, del complesso di Schönbrunn sono rimasti fuori soltanto lo zoo e la Scuola di equitazione spagnola. Per il resto, abbiamo lasciato che fosse il palazzo a guidarci. La prima parte della visita ci porta ancora più indietro, nella storia dell'Austria. Prima di Sissi c'è un'intera dinastia, ci sono guerre, alleanze, matrimoni, imperatori e imperatrici. ...

Oggetti di viaggio | La cartolina: un piccolo cartoncino che attraversa il tempo

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C'è stato un tempo in cui, durante un viaggio, la domanda non era " Come faccio a pubblicare questa foto? ", ma " A chi mando una cartolina? ". Si sceglieva con cura l'immagine, si cercava un francobollo, ci si sedeva al tavolino di un bar o su una panchina e si trovavano poche parole per raccontare un luogo ancora prima di tornare a casa. Ricevere una cartolina significava sapere che qualcuno, mentre ammirava un panorama lontano, aveva pensato a noi. Era un gesto semplice, ma racchiudeva tempo, attenzione e il desiderio di condividere un frammento del proprio viaggio. Forse è anche per questo che, ancora oggi, c'è una scatola che apro di tanto in tanto. Non contiene oggetti preziosi e nemmeno ricordi di grande valore economico. Eppure, ogni volta che sollevo il coperchio, è come aprire una finestra sul passato. Dentro ci sono cartoline arrivate da città vicine e da paesi lontani, alcune ingiallite dal tempo, altre ancora con i colori vivaci. Ognuna cons...

Vienna: non tornare come sei partito, torna diverso

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L'unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito, torna diverso . Queste parole di Anne Carson sono perfette per raccontare il nostro viaggio a Vienna. Non scriverò, come ho fatto per Parigi e per Firenze, un megapost fatto di itinerari, musei e posti da vedere. Per questo vi ho preparato un'infografica con il nostro itinerario e credo che sia sufficiente. Quello che invece voglio raccontarvi oggi sono le esperienze che abbiamo vissuto a Vienna. Quelle uniche, irripetibili, che appartengono a questa città e che, forse, in nessun altro posto avremmo potuto vivere nello stesso modo. Sono proprio queste esperienze a rendere speciale un viaggio: quelle che ti fanno tornare a casa diverso da come sei partito, con una valigia piena di emozioni e di ricordi. Anche buffi, perché no! Cosa mi aspettavo da Vienna? Mi aspettavo di trovare una città accogliente. E avevo ragione. Vienna non respinge, non sembra preoccuparsi dell'invasione dei turisti: li accoglie. Nessun proble...

Oggetti di viaggio | La valigia

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C'è un momento, prima di ogni viaggio in aereo, in cui la valigia smette di essere una valigia e diventa un problema matematico. La riempi con attenzione, cercando di farci stare tutto quello che pensi possa servirti. Qualche vestito in più, perché non si sa mai. Le scarpe. Il beauty-case. Il libro che leggerai sicuramente durante il viaggio. E magari quella giacca che, a guardarla nell'armadio, sembra indispensabile. Poi arriva il momento della verità. La valigia va pesata. E ripesata. Perché quei due etti in più possono fare la differenza tra un tranquillo passaggio al check-in e il momento in cui sei costretto ad aprire la valigia davanti a tutti, cercando disperatamente qualcosa da trasferire nel bagaglio a mano. A quel punto comincia il gioco degli incastri. Togli una maglietta. La pesi. Troppo. Togli un paio di scarpe. Ripesi. Finalmente il peso è quello giusto. Richiudi la valigia e ti siedi sopra, perché nel frattempo la cerniera ha deciso di non collaborare. E pensare ...