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Chiara Valerio, Chi dice e chi tace

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Non avevo mai letto prima un libro di Chiara Valerio, Non che non conoscessi l'autrice, spesso ospite di Propaganda live, e curatrice, nel 2023 di Più Libri Più Liberi, solo che non avevo avuto ancora l'occasione di poter leggere un suo libro. Così, quando ho visto che Chi dice e chi tace era nella dozzina del Premio Strega ho capito che era arrivato il momento giusto! Non mi pento, assolutamente, di averlo piazzato nella mia cinquina del Fantastrega, merita assolutamente di essere letto. Incentrato sul tema del femminile, delle questioni di genere, tema ancora lontano dall’essere oggetto di riflessione, lotta e di rivendicazioni., è un giallo ambientato a Scauri, ultimo paese del Lazio. Un posto né bello né brutto, un posto che accoglie, negli anni '70 Vittoria e che se ne lascia conquistare. Vittoria è una donna carismatica, che vive una casa accogliente sempre aperta per tutti gli abitanti del paese. Vittoria però un giorno viene trovata morta, annegata, nella sua vasca

il Bunker di Mussolini

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Lo sapete, perché già ve l'ho raccontato , che Mussolini stabilì la sua residenza a Villa Torlonia il 22 luglio del 1925, quando gli venne concessa su invito del principe Giovanni Torlonia jr., ultimo erede del ramo discendente da Alessandro.  Il rifugio antiaereo Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale e i primi bombardamenti sull’Italia, si rese necessario provvedere alla sicurezza di Mussolini anche dentro Villa Torlonia. Va detto subito, il primo rifugio antiaereo di Mussolini non fu questo, ma fu adattata a rifugio una cantina  sotterranea sotto il laghetto detto “del Fucino”, realizzata dai Torlonia nell’Ottocento sfruttando con ogni probabilità un’antica area cimiteriale preesistente, e cui si accedeva attraverso una porta di fronte all’ingresso est del Teatro. Alla fine del 1940 la cantina venne munita di porte antigas, di un sistema di filtraggio e rigenerazione dell’aria, di luce elettrica e altre dotazioni per rendere il luogo più confortevole e adatto a soste prolu

Villa Torlonia: la Casina delle Civette

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  La Casina delle Civette è uno degli edifici più caratteristici all'interno del parco di Villa Torlonia. Certamente non monumentale come il Casino Nobile ma sicuramente più affascinante, col suo profilo quasi fiabesco.  La sua storia Edificato alla metà dell'800, come la maggior parte degli edifici della villa, inizialmente era una costruzione rustica, somigliante ad uno chalet di montagna e per questo denominata Capanna Svizzera. La trasformazione nell'attuale aspetto risale ai primi vent'anni del XX secolo, quando si operò una modifica dell'edificio originario che assunse caratteristiche più medievali e ne venne aggiunto un altro di fronte (collegato da un ponticello e da un passaggio sotterraneo) dall'aspetto più articolato e più liberty.  Vi abitò fino al 1938 Giovanni Torlonia jr, uomo schivo e solitario. Le vetrate Se all'esterno sono le forme e le decorazioni a maiolica ad attrarre l'attenzione, all'interno è il regno delle vetrate artistiche

Donatella Di Pietrantonio. L'età fragile

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  L’età fragile non è un’età della vita, è la vita stessa. La memoria che non può nascondere il dolore, la solitudine dopo la separazione, la colpa per la sopravvivenza. La vita dura come un sasso che Donatella Di Pietrantonio riesce a levigare con le mani sicure della sua scrittura. Con questa motivazione l'Amico della Domenica Vittorio Lingiardi ha proposto questo libro al Premio Strega. In poche righe, Lingiardi, è riuscito a sintetizzare perfettamente L'età fragile. a me servono sicuramente un bel po' di parole in più. Andiamo con ordine. All'origine di questo nuovo lavoro c'è un episodio di cronaca che risale agli anni Novanta nel cuore dell'Abruzzo appenninico, quando l'orrore si era insinuato in un luogo fino ad allora immacolato. Non è , però questo un romanzo giallo. Il fatto di cronaca nera che è avvenuto ai piedi del Dente di Lupo non è un mistero da risolvere ma un pretesto per raccontare una comunità montana chiusa e oppressa dalla vergogna del