Post

Gialli d'Europa #7 - Irlanda: Nel bosco di Tana French

Immagine
  È sempre difficile raccontare un libro: narrare la trama senza svelare troppo e trasmettere le emozioni che suscita senza cadere nello stucchevole. Anche in questo caso, il rischio era grande, ma ne vale la pena. Il crimine al centro della storia è efferato: una bambina viene ritrovata assassinata, deposta su un altare sacrificale all’interno di un sito archeologico. A raccontare la vicenda è Rob Ryan, uno dei detective incaricati delle indagini. La sua voce in prima persona all’inizio appare affidabile, quasi rassicurante, come se stesse semplicemente ricostruendo i fatti. Ma pagina dopo pagina si capisce che il racconto è meno lineare di quanto sembri: la memoria del narratore è selettiva, a tratti sfuggente, e ciò che emerge dal passato non sempre aiuta a chiarire il presente. Il vero protagonista del romanzo, però, è il bosco stesso. Un luogo che inghiotte tutto come una idrovora: ricordi, indizi, identità. Solo a metà del racconto comincia a restituire qualcosa, frammenti ch...

Alla ricerca delle antiche arti

Immagine
  Ci sono idee che non arrivano in punta di piedi. Si presentano con un gesto semplice, quasi casuale. Nel mio caso, tutto è iniziato qualche mese fa, mentre esploravo il mondo del punch needle. Avevo scritto un articolo, pensando fosse un episodio isolato, un piccolo viaggio attraverso un’arte che un tempo abitava le mani delle nonne e oggi ritorna come un’eco tenue ma tenace. Poi quell’articolo è rimasto lì, come un utensile appoggiato sul tavolo della bottega. Ogni volta che ci passavo accanto, avevo la sensazione che volesse dirmi qualcosa. E, alla fine, l’ho ascoltato. Da qui nasce Alla ricerca delle antiche arti: un itinerario lento, un po’ polveroso e un po’ luminoso, alla scoperta dei gesti che hanno attraversato i secoli. Tecniche nate per necessità e diventate espressione, custodia di tempo, ritmo, pazienza. Sarà un percorso fatto di fili, legni, fibre, tinture, timbri e utensili che raccontano più di quanto sembri. Ogni tappa vivrà in due spazi diversi ma comunicanti: • ...

San Gimignano tra torri, storie e orizzonti toscani

Immagine
San Gimignano è uno di quei luoghi che non hanno bisogno di essere “introdotti”: basta nominarli e già si alzano torri nella mente. C’è una leggenda che riguarda il nome di questa città e che a me piace molto. Si racconta che nel V secolo, quando Attila scendeva come una tempesta sulla penisola, l’antico borgo di Silis fosse ormai spacciato. Case chiuse, campane mute, il vento che sa di fine. Fu allora che apparve in sogno al vescovo un uomo dal volto sereno e dallo sguardo saldo: era San Gimignano, vescovo di Modena. Prometteva protezione. Il mattino dopo, quando l’esercito arrivò alle porte, una fitta nebbia avvolse il borgo. Attila non vide nulla. Nulla da conquistare, nulla da incendiare. Passò oltre. Per gratitudine, gli abitanti dedicarono il paese al santo che li aveva salvati. E da allora Silis divenne San Gimignano. Lo so, è solo una leggenda. Ma provate ad attraversarla la mattina presto, oppure al tramonto, quando i turisti piano piano se ne vanno e l’aria si fa più leggera....

Filo di memorie

Immagine
La libraia era arrivata alle ultime pagine del diario, immersa in un respiro lento e profondo, come se il tempo stesso si fosse disteso tra le parole e le immagini.  Ogni esperienza, ogni incontro, ogni gesto raccontato nei luoghi visitati nel diario si trasformava per lei in un filo sottile, tessuto tra passato e presente. Rivedeva nelle sue letture le piazze affollate, i tamburi e le launeddas della festa in Sardegna; i passi sospesi del gioco a carte, le mani che modellavano legno e creta; il Pensatore che ascoltava silenzioso i pensieri di chi lo guardava.  Ogni scena lasciava una traccia, e tutte insieme formavano una mappa invisibile di vite e di storie. E mentre chiudeva il diario, la libraia comprese che ciò che aveva letto non erano solo ricordi o oggetti, ma istanti di umanità, piccoli miracoli quotidiani, segreti custoditi nei gesti e negli sguardi.  Ogni filo narrativo, ogni frammento di vita osservato, le parlava di connessione, di cura, di memoria condivisa....