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Il Laboratorio Selvaggiastro degli Elfi alla mostra RiArteCo

Cosa succede quando l'arte-terapia incontra l'arte del riciclo? Succede che le cose da "buttare via" rivelano il fascino della loro storia, che gli oggetti trovano nuova vita. L’ Arteterapia consiste nella ricerca del benessere psicofisico attraverso l’espressione artistica dei pensieri, vissuti ed emozioni.  Per mezzo dell’azione creativa l’immagine interna diventa immagine esterna, visibile e condivisibile e comunica all'altro il proprio mondo interiore emotivo e cognitivo. La didattica dell' arteterapia ha radici negli insegnamenti dell’arte, della creatività e degli studi psicodinamici. I lavori artistici sono il mezzo per l’espressione e la comunicazione del mondo interno e offrono un luogo dove dare una forma visibile e condivisibile ai propri vissuti. Oggi ci racconta della esperienza del Laboratorio Selvaggiastro degli Elfi  Gianna Pera arteterapeuta, educatrice professionale, che lavora da oltre vent'anni nella residenza protetta Pra'Ellera di Cai…

L'incontro con l'arte di Steven James Vittoni

Ero andata, a Ottobre a vedere la mostra di arte contemporanea "La cucina del buon Gusto" organizzata da Tiziana Monoscalco. Vi ricordate? Ve ne avevo parlato qui.
Oggi vi voglio presentare uno degli artisti che partecipavano alla mostra, le cui opere mi hanno colpito subito e mi hanno molto incuriosito: Steven James Vittoni.

Così ho chiesto a Tiziana un suo recapito e l'ho contattato via mail.
Ringrazio Steven per il tempo che ha dedicato a rispondere alle mie domande e per aver messo a disposizione le foto delle sue opere.

Come e quando nasce la passione per l'arte?
Sono nato il 2 Aprile del 1979 a Chertsey (Gran Bretagna), ma sono cresciuto in Italia nella periferia di Roma.
Ho conseguito un Diploma di perito chimico che mi ha portato a lavorare in ambito farmaceutico come operatore di un reparto produttivo.
Sono stato da sempre però appassionato al disegno e all’arte in generale in ogni sua forma (vena artistica in famiglia), ma la mia passione più grande apparti…

In viaggio tra le note di Los Soneros Road

Oggi voglio fare un viaggio. Anzi, meglio, vi voglio portare a fare un viaggio insieme a me. Un viaggio che ci porta lontano.
Beh in realtà non è che ci porta veramente tanto lontano. Non vi faccio prendere treni, aerei o navi.
Il nostro mezzo di locomozione sono le note musicali e la strada da percorrere il pentagramma.
Voi mi direte: "le note sono pur sempre 7 sono pochine per fare un viaggio lungo...tutt'al più riusciamo a scendere in strada".
E' vero, le note sono 7 ma la musica che può essere composta con sole 7 note è incredibilmente tanta!

Rovaris. Creatività a punto croce

Il ricamo a punto croce risale a tempi antichissimi, tanto da non sapere con precisione dove e quando abbia avuto origine. Già nel 858 furono trovati, in Asia Centrale, reperti di tale tecnica.
Scarso era l'utilizzo del cotone, rarissimo, a quei tempi, e di poche varietà di colori.
Col Rinascimento il punto croce diventa una delle basi dell'educazione femminile e molto usato nelle chiese per ornamenti sacri e per guarnire maniche e orli di abiti.
Nel XVIII secolo i disegni diventano più raffinati e realistici raffigurando anche soggetti paesaggistici; ma è nel XIX secolo che si ha il vero boom del punto croce, quando i "sampler", sempre più complessi ed elaborati, entrano a far parte del corredo delle giovani spose come repertorio di motivi da utilizzare nel corso della loro vita matrimoniale.
Il punto croce è una delle prime tecniche di ricamo che ho imparato ad eseguire. E' sempre stato, per me che non sono capace a disegnare, veicolo di creatività. Insomma, q…

Sul Filo dell'Arte nel Pianeta dei Calzini Spaiati

L'incontro con Corinna Farchi e con la creatività delle ragazze di Sul Filo dell'Arte è appuntamento fisso delle mie scorribande ad Abilmente.
Devo essere sincera, avevo cercato di capire, tramite social, cosa stavano preparando, ma in realtà non ci avevo poi capito molto.
Non mi aspettavo, questo è certo, di ritrovarmi in una lavanderia realizzata tutta a crochet.
Così sono corsa da Corinna e mi sono fatta spiegare per bene questo tripudio di creatività e lei, come sempre, è stata gentile e disponibile (e mi ha pure scattato una foto ricordo!)

Orto Strabilia: semi rari dal mondo

La civiltà ebbe inizio quando per la prima volta l’uomo scavò la terra e vi gettò un seme. (Kahlil Gibran) Mai avrei pensato di trovare ad Abilmente, fiera della creatività, uno stand di semi e piante eppure il primo incontro è stato proprio con Giovanna Lattanzi, amministratrice del marchio Orto Strabilia e con la sua passione per la natura. Chi mi conosce sa che riesco a far crescere rigogliose solo le ortiche e che il giardinaggio non è proprio il mio forte però la curiosità è la pedina che fa superare i propri limiti e questa volta è stata decisiva! In realtà non c'è niente di più creativo che occuparsi delle piante e dei fiori e non solo perché fonte inesauribile per la progettazione di composizioni e di giardini da favola, ma proprio perché la pianta, con la sua nascita dal seme intraprende da subito un percorso di vita creativo. Ringrazio Giorgia Lattanzi per aver dedicato del tempo alle mie curiosità.

Biosphere. Gioielli contemporanei.

Il giorno in cui ho conosciuto Ezio Procacci a Paratissima me lo ricordo ancora. Erano giorni che giravo intorno al suo stand incuriosita dalle strane forme delle bottiglie di vetro. Erano giorni intensi, quelli, dove ho conosciuto tante persone alcune non le ho mai più risentite, con altre invece continuo, ogni tanto, a essere in contatto.
Il passare degli anni non ha comunque sopito la creatività degli artisti che ho conosciuto lì. Ne è un esempio Ezio con il quale ho avuto uno scambio di messaggi qualche giorno fa.
Il suo attuale progetto, Glass-entropy è molto, molto affascinante.

La creazione del vetro è già un processo incredibile , anche solo se finalizzato alla creazione di un bicchiere, o di un semplice vaso.
E' ancor di più affascinante pensare al processo che sta dietro la realizzazione delle biosphere, microsculture realizzate in vetrofusione.
Poichè ho paura di avventurarmi da sola a parlarvi di un argomento così complesso, delicato e magico, ho chiesto a Ezio Procac…

Anche la morte ascolta il Jazz. La mia lettura per Book in the MailBox

Vi ricordate che vi avevo parlato, qualche tempo va dell'iniziativa di Alex  Book in the MailBox?
Ebbene ci eravamo lasciati dicendo che avrei partecipato anche io alla lettura di uno dei romanzi.
Ora sono qui, dopo aver letto Anche la morte ascolta il jazz di Valeria Biuso, a raccontarvi la mia esperienza.
Vi dico subito che è stata una bellissima esperienza, che mi sono divertita molto e che è uscito fuori anche il mio spirito creativo.
Ma andiamo con ordine.

KLAW. Estote Parati.

Oggi vi voglio raccontare di un giovane cantante e della sua musica.
Klaw (Alberto Amenta), ventiduenne catanese, ha pubblicato il 3 maggio il suo terzo album  "Estote Parati". L'uscita dell'album è stata anticipata dal singolo “Evviva l’Italia”, un brano di denuncia sull'attualità italiana.


E sta già lavorando per le riprese del brano "902.
Estote Parati è un concept album, strutturato, attraverso le canzoni che lo compongono, come un percorso ben preciso, con il profondo bisogno di far uscire fuori le emozioni per inciderle per sempre. La musica è immortale, è per sempre e questa è la sua forza e la sua magia. Per Klaw fare musica vuol dire "vedi che esisto o comunque sono esistito anche io, e sono/ero questo qui, per lasciare una impronta".
E io il disco (sono della generazione dei vinili, passatemi il termine!) l'ho ascoltato, più volte e devo dire che mi ha colpito.
Nel disco, dopo i primi due brani di "apertura", è presente una …

L'eredità delle Ombre. Incontro con Massimilianio Riccardi

L'incontro con questo libro non è stato casuale. Il sua autore, Massimiliano, oltre che essere uno scrittore, è anche un blogger che seguo e leggo con piacere da un bel po' di anni.
Così quando Massimiliano ha dato alle stampe il suo ultimo romanzo non ci ho pensato neanche un minuto, prima di ordinarlo, a contattarlo ...

<<Magari prima leggi il libro, non è detto che ti piaccia, è scritto diversamente dagli altri e il protagonista non è una bella persona>>
A questo punto il mio livello di curiosità è arrivato alle stelle. Ho ordinato il libro e ho aspettato, pazientemente, che il postino bussasse alla mia porta e che me lo consegnasse.

Storytelling Quilt: una mostra tra colori ed emozioni

Raccontare una mostra sempre complicato un po’ perché le opere esposte possono essere tante, un po’ perché non è sempre facile esternare le emozioni che suscitano. Non fa eccezione la mostra di quilt curata da Marta Anzolla e presente ad Abilmente Roma lo scorso settembre. Mi sono trovata di fronte a tanti pannelli tutti, si capiva quasi subito, partiti da una stessa matrice, ma tutti diversi perché ognuna delle signore che aveva lavorato ci aveva messo del suo. Più che una mostra, ho trovato delle storie raccontate attraverso i colori e le simmetrie del patchwork.

Diritti e Rovesci. Rose bianche per non dimenticare

Era il 28 febbraio scorso, io avevo la televisione accesa e, come spesso capita, la stavo usando più come radio che come tv. Ascoltavo distrattamente il notiziario, fino a quando non giunse una notizia che mi fece fermare e prestare attenzione. Un carabiniere, a Cisterna di Latina, si trovava barricato in casa, dopo aver sparato numerosi colpi, aver ferito la moglie e ucciso le sue due figlie. Questo il quadro sconcertante raccontato al telegiornale.
L’epilogo alle 14.30 è stato dei più drammatici: dopo aver sentito un ulteriore colpo di pistola, i reparti speciali entrarono nell’appartamento e trovarono l’uomo e le sue figlie morte e la moglie gravemente ferita.

Cristina Nisini: disegni dell'anima

Che io non sia minimamente in grado di disegnare ormai è cosa nota, così come è pure noto, che io sono affascinata da tutto ciò che per me è impossibile realizzare.
Immaginate, quindi, come mi sono sentita a settembre, quando nella stessa sala di Area Contesa Arte, mi sono ritrovata a tu per tu con Jean Pierre Jurahuac e Cristina Nisini. Della particolarità dei disegni di Jean Pierre avete avuto modo di leggere qui, oggi invece vi racconto del mio incontro con Cristina Nisini.

Luigi Calvelli: sculture d'autore

Quando è cominciata la mia ricerca della creatività, io avevo ancora l’idea che le posate servissero solo ed unicamente per portare cibo alla bocca. Non immaginavo minimamente che potessero diventare qualcosa di diverso, meno che mai qualche cosa di artistico. La prima scoperta fu che cucchiai e cucchiaini potessero diventare bellissimi e unici bijoux plasmati dalle abili mani di Teddy. E già la cosa aveva per me dell’incredibile. Pensare, poi, che le posate potessero diventare vere e proprie sculture era per me inimmaginabile.
Inimmaginabile, dicevo, ma non del tutto impossibile.
L’incontro con queste particolari sculture e con il loro artefice, Luigi Calvelli, è avvenuto a Via Margutta ad Area Contesa Arte ed è stato amore a prima vista.

Flo and Flo: l'eleganza della camicia su misura

L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare. Giorgio Armani
La camicia è un indumento antichissimo noto fin dall’epoca romana. Era di lino ed era usata come indumento intimo (kamasos) per isolare e proteggere la pelle dalle stoffe pesanti dei vestiti. Inizialmente senza maniche - fecero la loro comparsa solo nel 1500 - nel 1600 divenne un vero e proprio capo di abbigliamento. Il colletto delle camicie, specie quelle da uomo, è stato l’elemento che nei secoli ha avuto più cambiamenti. A partire dal periodo barocco la camicia divenne massima espressione di stile ed eleganza maschile grazie all’invenzione della cravatta, ai tempi una semplice striscia di lino bianco che veniva  girata intorno al collo e lasciata cadere sul petto, mentre verso il 1860 fecero la loro comparsa anche le prime camicie da uomo colorate, inizialmente usate solo per l’abbigliamento da giorno. La camicia bianca si impone, a partire dal 1700, come status symbol, come indumento indossato solo da chi - come i nobil…

El Jardì Secret - Segno d'identità

Inebriante. Non c’è altra parola per descrivere l’incontro che ho avuto, nel Giardino Corsini, con i profumi di El Jardí Secret. Ne sono rimasta tanto frastornata, che se ci ripenso riesco ancora a ricordare, anche se è ormai passato quasi un anno da quell’incontro, profumi, fragranze, note preziose e rare. Mi sono ritrovata catapultata in un luogo magico, in un giardino segreto, nel quale oli, fragranze e profumi usano un linguaggio senza parole che non richiede alcuna traduzione. A farmi da Cicerone in questo fantastico e profumato giardino ho trovato la signora Esperança Cases Prats, artigiana e fondatrice di El Jardí Secret.

Terra d' Ombra - decorazione d'interni

Era il mio ultimo giorno ad Artigianato e Palazzo e io avevo quasi timore ad avvicinarmi allo stand di Terra d’ombra, dove Elena D’Atti e suo marito Roberto Iabichella erano intenti a lavorare. Per una come me, che non è capace di disegnare e di tenere in mano un pennello, è sempre un mistero come da niente, da un muro bianco, possano nascere tali meraviglie. Quindi sono rimasta un po’ in disparte a guardare e a sognare e poi ho preso il coraggio a due mani, mi sono avvicinata e ho rotto l’incantesimo. Devo dire che ne è proprio valsa la pena! Ho scoperto, ad esempio, che la tecnica dell’affresco è ancora oggi utilizzata o che alcune terre, dopo aver assorbito la luce di giorno, la sprigionano poi di notte con il buio. Ho scoperto soprattutto, che dalla passione per il proprio lavoro può nascere una famiglia. Ringrazio infinitamente Elena D’Atti per la nostra chiacchierata.

L'arte dell'intreccio di Tommaso Candria

L’arte dell’intreccio è molto antica. Già nell’antica Grecia e nell’antica Roma ci sono testimonianze dell’uso e della lavorazione del vimini per realizzare ceste e sedili. La lavorazione dei vimini continua, poi,  nel Medioevo e nell'età moderna e la sua importanza è dimostrata dal costituirsi di corporazioni di quest'arte; nel Settecento il panieraio italiano eccelle per finezza e buon gusto di prodotti. In Italia l’arte dell’intreccio è tipica del paese di Mogliano. Complementare al lavoro dei campi fin dall’800 e poi prevalente con la lavorazione del giunco e del vimine, è ancora parzialmente presente, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo del midollino. Il salto di qualità si è avuto con l’introduzione di altri materiali, importati dall’Asia, quali la canna di bambù in tutte le diversificazioni tipo malacca, rattan, borgogna, manao e manila. Ad Artigianato e Palazzo ho avuto la fortuna di incontrare uno di questi artigiani, Tommaso Candria, che ringrazio per avermi r…

Fabriano Boutique: l'altra faccia della carta

Il mio primo incontro con la Carta Fabriano è avvenuto alle scuole medie, quando, con la lista della cartoleria alla mano, sono andata in negozio a rifornirmi per le materie di tecnica ed educazione artistica. E visto che io non sono mai stata una grande disegnatrice, la mia esperienza con la carta da disegno si è conclusa nei tre anni della scuola media. Sono invece sempre stata attratta da tutto ciò che gravita intorno alla carta … quaderni, penne, colori … per quelli veramente è stata sempre passione infinita. La carta è stata poi materia prima per i miei pasticci craft. Insomma è sempre stata, più o meno, fonte di ispirazione. Quando ad Artigianato e Palazzo mi sono imbattuta nello stand di Fabriano Boutique, è avvenuta la quadratura del cerchio. Avete presente quando Pinocchio entra nel Paese dei Balocchi? Ecco su per giù la stessa sensazione.

Jean Pierre Art: Ritratti d'Autore

La storia della ritrattistica è un argomento complesso, ma affascinante. Nella storia dell’arte la raffigurazione del volto mostra un’alternanza di fasi, che passano essenzialmente dal realismo all’idealizzazione, dalla stilizzazione dei tratti alla loro deformazione espressionistica. Con la nascita della fotografia si fa largo nella società anche il ritratto fotografico, che nasce come surrogato del ritratto pittorico: un modo più veloce ed economico per avere impressa la propria immagine. Nella società contemporanea la fotografia ha preso piede in maniera spropositata. Il popolo dei selfies mette a dura prova il concetto di bella fotografia (ma questa è un’altra storia).