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Heidi Aellig - Un sasso per un sorriso

 

I sassi fanno parte di quei materiali ai quali io non so resistere: mi piacciono, solleticano la parte creativa che è in me, li trasformerei in millemila modi.

Per questo non mi sono stupita quando un post del gruppo Facebook Un sasso per un sorriso è spuntato come post consigliato sulla mia timeline e ho scoperto che un bel po' di amiche creative facevano già parte del gruppo.

Non mi è rimasto molo altro da fare che andare a scoprire qualche cosa in più del gruppo e dei meravigliosi sassi decorati che ne sono protagonisti e ho trovato una esplosione di creatività.

L' obiettivo del gruppo è di regalare allegria e sorrisi, perché la gente ha bisogno più che mai di una cosa positiva e i sassi disegnati sono perfetto veicolo di allegria e serenità.

Non mi sono però fermata ad ammirare i post nel gruppo, ho contattato la creatrice della iniziativa, Heidi Aellig e le ho chiesto di raccontarmi la sua storia. 

Io ringrazio la signora Heidi per la disponibilità e intanto che voi leggete io vado a cercare un sasso da decorare e poi da lasciare in qualche parte del mondo...

Ci può raccontare un po' di lei? Come nasce l'idea di decorare sassi e lasciarli andare come pensieri felici?

Sono di origine Svizzera e vivo in Italia da 26 anni, da qui 23 a Giulianova e 3 a Recanati.

Due anni fa sono stata invitata in un gruppo Facebook Svizzero dove dipingono dei sassi ed ero affascinata del fatto che si poteva creare dei capolavori del genere con dei semplici sassi. 

Dopo una prova per vedere se ero capace anche io di creare un disegno accettabile sono rimasta senza parole. Non mi ricordavo neanche di saper disegnare. 

Ma mi ha preso ancora di più quando ho visto la felicità di mia figlia a quale l'ho regalato. "Dai mamma l'hai fatto veramente tu? Ed è un semplice sasso?" 


Io sono da sempre una sognatrice e l'idea di trasformare le persone serie che vedevo per le strade anche solo per un attimo in persone felici non mi ha lasciato più in pace.

Quel gruppo era troppo lontano per partecipare al loro gioco e non mi piaceva neanche il loro obiettivo, perché lo scopo era di far viaggiare questi sassi il più lontano possibile. Scrivendo le coordinate dietro i sassi di ogni trovatore potevano seguire il loro percorso nel gruppo, dove venivano pubblicati.

 Il 12. sett. 2019 mi sono decisa di creare un gruppo per conto mio. Volevo fare una cosa romantica che toccava il cuore, i sassi dovevano essere un regalo inaspettato per chi forse in questo momento stava male. 

Desideravo creare dei sorrisi in quel mondo triste. 

Quando mi sono bloccata nella creazione del gruppo perché non mi veniva in mente un nome adatto, il mio compagno mi ha chiesto  

"Tu vorresti fare dei sassi, cosa vorresti in cambio? "

"Niente, vorrei vedere solo un sorriso."

"Allora non può chiamarsi diversamente di "un sasso per un sorriso." 

Così è nata questa iniziativa. Per un anno e mezzo ho fatto di tutto e di più per attirare l'attenzione e per far crescere il gruppo. 

Sono stata tante volte vicina di mollare tutto, perché ero l'unica a fare il gioco. I sassi trovati non li pubblicava nessuno e non vedevo più il senso di andare avanti.

Quando ho messo, giù di morale, i miei ultimi sassi mi sono seduta su una panchina e dopo poco ho sentito le urla felici  di una bambina, quando ha trovato questo ultimo sasso.  

Mi ha colpito così tanto che mi sono dato un altra spinta. Il gioco non funzionava come desiderato, ma avevo la conferma che comunque piacevano i miei sassi. 

Perché proprio i sassi come base di supporto per i disegni?

Ho scelto i sassi, perché mi sono piaciuti per la loro semplicità, ed è affascinante come si trasformano.


E' il sasso che ispira il disegno oppure avendo in testa il disegno si va alla ricerca del sasso adatto sul quale disegnarlo?

Io "chiedo" il sasso cosa vuole diventare osservando la forma. Spesso sono molto irregolari, lì mi lascio trasportare dalla fantasia.

Gioie e dolori... ci racconta la cosa più bella che in questi anni è successa nel gruppo Facebook che supporta questa iniziativa? Voglio pensare positivo e voglio sperare che non ci siano episodi brutti da raccontare...

La cosa più bella di questa iniziativa sono le testimonianze e i tanti ringraziamenti che ricevo.

Testimonianze di famiglie riunite al tavolo disegnando dei sassi, dove prima ognuno era impegnato al cellulare, computer o alla tv. Adesso i bambini fanno anche le passeggiate con piacere con i loro genitori per mettere o cercare dei sassi dipinti. 

Testimonianze anche di nonni che hanno trovato un nuovo scopo di vivere dipingendo dei sassi.

Una cosa che mi ha colpito tanto è che in tanti dicono di non avere più bisogno di sonniferi o tranquillanti. L'iniziativa è diventata una terapia.

Episodi brutti purtroppo ci sono, ma è meglio non parlarne.

Che cosa è per lei la creatività?

Per me la creatività significa esprimere i propri pensieri e sentimenti attraverso un oggetto. 


Commenti

  1. È l'iniziativa più bella possa esserci,in questo momento dopo tanto dolore per il nostro mondo, è davvero una terapia mi rilassa mi ha dato enormi soddisfazioni e ho disegnato senza neanche sapere di essere in grado di farlo . Ho visto un bimbo tutto felice e i suoi genitori fare foto al mio sasso è stato fantastico!e una donna mi ha ringraziata per il sasso trovato in questa epoca di sola tecnologia è come una boccata di ossigeno tutto questo....non riesco più a smettere aiutoooo sono SASSOSORRISO DIPENDENTE ��������

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  2. Ciao Monia, hai ragione! Io non vedo l'ora di mettermi al lavoro!!!

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