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Visualizzazione dei post con l'etichetta Area Contesa Arte

Cristina Nisini: disegni dell'anima

Che io non sia minimamente in grado di disegnare ormai è cosa nota, così come è pure noto, che io sono affascinata da tutto ciò che per me è impossibile realizzare.
Immaginate, quindi, come mi sono sentita a settembre, quando nella stessa sala di Area Contesa Arte, mi sono ritrovata a tu per tu con Jean Pierre Jurahuac e Cristina Nisini. Della particolarità dei disegni di Jean Pierre avete avuto modo di leggere qui, oggi invece vi racconto del mio incontro con Cristina Nisini.

Luigi Calvelli: sculture d'autore

Quando è cominciata la mia ricerca della creatività, io avevo ancora l’idea che le posate servissero solo ed unicamente per portare cibo alla bocca. Non immaginavo minimamente che potessero diventare qualcosa di diverso, meno che mai qualche cosa di artistico. La prima scoperta fu che cucchiai e cucchiaini potessero diventare bellissimi e unici bijoux plasmati dalle abili mani di Teddy. E già la cosa aveva per me dell’incredibile. Pensare, poi, che le posate potessero diventare vere e proprie sculture era per me inimmaginabile.
Inimmaginabile, dicevo, ma non del tutto impossibile.
L’incontro con queste particolari sculture e con il loro artefice, Luigi Calvelli, è avvenuto a Via Margutta ad Area Contesa Arte ed è stato amore a prima vista.

Jean Pierre Art: Ritratti d'Autore

La storia della ritrattistica è un argomento complesso, ma affascinante. Nella storia dell’arte la raffigurazione del volto mostra un’alternanza di fasi, che passano essenzialmente dal realismo all’idealizzazione, dalla stilizzazione dei tratti alla loro deformazione espressionistica. Con la nascita della fotografia si fa largo nella società anche il ritratto fotografico, che nasce come surrogato del ritratto pittorico: un modo più veloce ed economico per avere impressa la propria immagine. Nella società contemporanea la fotografia ha preso piede in maniera spropositata. Il popolo dei selfies mette a dura prova il concetto di bella fotografia (ma questa è un’altra storia).

In viaggio con la Walking Art di Barbara Di Mauro

La pittura intuitiva non è una semplice pratica espressiva, ma una profonda esperienza di iniziazione, guarigione ed evoluzione interiore alla scoperta dell’anima. (Marianne Cordier)
Ho incontrato Barbara Di Mauro in una calda serata di settembre. Ero andata a salutare le sorelle Zurlo in occasione del vernissage di una loro mostra, ad Area Contesa Arte. Sono stata attratta come una calamita dai suoi quadri, attratta dai colori e dal loro spessore materico. Ho cercato di individuare Barbara tra la gente e così è successa una cosa stranissima. Avevo visto che oltre ai quadri e agli acquerelli c’erano anche delle bellissime borse in tela, che riproducevano fedelmente le sue opere. Allora mi sono detta per trovare lei mi basta trovare una signora con una borsa come la sua. Sembrava facile da realizzare la mia idea…
Già, facile se non ci fossero state una decina di signore, in giro per Area Contesa Arte, con una borsa di Barbara di Mauro a tracolla. Ho saputo poi, che le signore erano tutte a…

Barbara Cardamone, la Pittrice della Luna

Probabilmente noi sogniamo sempre, ma quando siamo svegli la coscienza fa tanto chiasso che non ce ne accorgiamo più. (C.G.Jung)
È un universo pieno di sogni quello che mi trovo davanti in una calda domenica settembrina. Sono andata ad Area Contesa Arte in occasione di un vernissage e sono stata catturata da queste opere. Catturata penso sia proprio la parole giusta. Mi sono ritrovata di fronte a paesaggi incantati con colori al limite dell’irreale, che mi hanno catapultata in un mondo onirico. Tutto in un batter di ciglia. Ho cominciato, come facevo da bambina, a immaginare storie. Ho immaginato famiglie raccolte davanti al fuoco scoppiettante di un camino, che si raccontano cosa è accaduto durante la giornata. Ho immaginato bambini, che dormono sereni abbracciando il loro orsetto, e mamme, che passano a dare loro il bacio della buonanotte.
Donne, che aspettano qualcuno che forse non arriverà mai. Poi, un altro battito di ciglia, e sono ritornata nel mondo reale, pieno di gente che guarda…

Area Contesa Arte: dove l'arte è di casa

Via Margutta, all'origine, era soltanto il retro dei palazzi di Via del Babuino, dove si posteggiavano le carrozze ed i carretti e dove si trovavano i magazzini e le scuderie. Si devono a un giovane monsignore di origine belga, Saverio de Merode (1820-1874), le sorti di questa via. Egli si accaparrò i territori delle pendici, smantellò gli orti, impiantò le fogne e sistemò il piano regolatore del vicolo che diventò una strada. È certamente una strada particolare e, all'epoca di Saverio de Merode, appariva profumata dal verde dei giardini e delle vigne, e per questo era tanto amata da artisti, pittori, scultori, antiquari. In questa strada, ancora oggi cuore pulsante dell’arte romana, si trova, al civico 90, un posto dove non solo si possono ammirare, ma anche acquistare opere d’arte, un luogo dove l’arte si vive e si respira a 360 gradi in tutte le sue espressioni.