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Le Arti Orafe: la scuola dove il gioiello prende forma

Lao
Rompo il ghiaccio e comincio a raccontarvi dei tanti incontri, che ho fatto ad Artigianato e Palazzo e delle tante storie che ho ascoltato.
Voglio cominciare a raccontare della mia esperienza di Firenze con la storia di una scuola, anzi, con la storia della scuola italiana di arti orafe più antica e prestigiosa.
Le Arti Orafe è stata, infatti, la prima scuola italiana dedicata allo studio della gioielleria contemporanea.
Fin dall’inizio ha incoraggiato e promosso un processo di apprendimento fondato sull’acquisizione di solide competenze tecniche e professionali, unite alla ricerca artistica e al design.
Sono entrata nella piccola sala, che accoglieva i gioielli degli studenti dell’ultimo anno di corso e sono rimasta affascinata dai gioielli che ho visto.
Non sapendo da che parte cominciare, ho fatto delle foto, che non rendono giustizia a quel che ho visto.
Ha risposto alle mie domande Giò Carbone.

Che cosa sono Le Arti Orafe?
Le Arti Orafe (LAO) è la prima scuola privata di oreficeria in Italia, fondata nel 1985 da Giò Carbone, che ne è attualmente il direttore insieme a Jasmina Carbone e Anna Balatti.
La scuola ha la sua sede nel cuore storico di Firenze, in Via dei Serragli, nel quartiere di S. Spirito/San Frediano, anche conosciuto come “Oltrarno”.
A LAO è possibile seguire corsi base e corsi avanzati in diverse materie e argomenti, con una durata che può essere annuale-triennale, ma la scuola offre anche corsi brevi e intensivi, oltre a una scelta di workshop affidati ad artisti e docenti esterni.
Qui ad Artigianato e Palazzo sono esposti i lavori di alcuni studenti dei corsi avanzati di oreficeria, disegno, incassatura e incisione.
Come si avvicinano gli studenti alla vostra scuola? Quali sono le loro basi di partenza?

La scuola è ormai molto affermata a livello nazionale e internazionale. Gli studenti spesso arrivano da soli cercando su Internet, ma il nostro canale principale è il passaparola tra studenti: molti nuovi allievi sono amici di nostri ex studenti, che consigliano la scuola ai loro conoscenti.
Il 70% circa degli studenti arriva da paesi esteri.
Le competenze di base sono le più diverse: la gran parte degli allievi non ha mai seguito studi nel settore, altri provengono da studi nella moda o nel design; molti provengono da famiglie, che hanno qualche attività nel settore orafo: artigiani, imprenditori, commercianti.
La peculiarità di LAO è stata sempre quella di coniugare con intelligenza la conoscenza delle tecniche, degli stili e dei materiali tradizionali, con il design contemporaneo e la ricerca artistica. Una scuola sempre proiettata nel futuro, ma che sa fare tesoro della sapienza e della cultura tradizionale.


Secondo la vostra esperienza come scuola di oreficeria, qual è lo stato di salute dell’artigianato?
In un paese come il nostro, attività come l’artigianato di qualità e l’arte in generale andrebbero sostenute con determinazione e serietà, con interventi a favore delle piccole imprese già esistenti, e incoraggiando la nascita di nuove aziende, laboratori e atelier da parte di giovani aspiranti artigiani e artisti. Sembra invece che si faccia di tutto per rendere la vita difficile a queste persone, di fatto determinando un progressivo impoverimento di questo settore.

Anche in un posto come Firenze, città nella quale c’è una grande tradizione artigianale?
A Firenze esistono fortunatamente iniziative come Artigianato e Palazzo, che valorizzano molto l'artigianato di qualità. Tuttavia queste manifestazioni non bastano a colmare i disagi e le difficoltà che un artigiano deve affrontare, anche in città a forte vocazione artigianale come la nostra, ma che ha fatto scelte strategiche drammaticamente dannose per il tessuto sociale, che vive un progressivo sgretolamento.


Quali sono le difficoltà che un giovane orafo, che esce dalla vostra scuola, deve superare?
Un giovane italiano che volesse avviare un proprio laboratorio deve affrontare una burocrazia e un pressapochismo davvero difficile da immaginare, da parte di camere di commercio e associazioni di categoria. Informazioni contraddittorie e vaghe, quando non fuorvianti. Oltre a ciò, ogni provincia ha sue regole particolari per l’apertura di un laboratorio orafo, e questo complica ulteriormente il quadro.
Invece, studenti che provano a entrare come dipendenti in aziende o piccoli laboratori, trovano le difficoltà che si incontrano in tutti i settori oggi in Italia: mancanza di offerta, oppure lavoro sottopagato.
La scuola riesce a inserire nel mondo del lavoro un discreto numero di studenti ogni anno, ma la situazione diventa sempre più complicata.


Voi finite di essere qui ad Artigianato e Palazzo e cominciate, subito dopo, un’altra avventura, Preziosa. Ce ne potete parlare?

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PREZIOSA è un progetto culturale creato da LAO nel 2005. Ogni anno selezioniamo un ristretto numero di orafi/artisti della scena internazionale, per allestire una grande mostra, ma non solo: gli stessi artisti presentano il loro lavoro con letture e conferenze, si organizzano workshop e tavole rotonde, e una giornata è interamente dedicata ai migliori artigiani della città.
Nel corso degli anni questa manifestazione è diventata una delle più prestigiose a livello mondiale, e molti visitatori arrivano a Firenze da paesi non solo europei per assistere alle conferenze e incontrare artisti di fama.

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