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Alla (virtuale) ricerca della creatività nei Musei Capitolini

Dobbiamo stare a casa, e fin qui non ci piove! Spero che il concetto sia arrivato chiaro e forte a tutti.
Ok ma cosa facciamo?
Io vi propongo la mia idea e voi mi dite se vi piace.
Da oggi, ogni settimana,  verrete con me alla ricerca virtuale della creatività con l'unico mezzo a disposizione che ci può fare evadere dalle mura domestiche senza aprire la porta di casa: internet.
Molti siti, mostre e musei si sono attrezzati per regalarci bellissimi tour virtuali. Io direi che è il caso di accettare questo invito e di fare una passeggiata tra le bellezze dell'arte.

Oggi vi volevo raccontare di uno dei tour virtuali dei Musei in Comune: quello dei Musei Capitolini.
I tour virtuali dei Musei in Comune offrono una visita a tutto schermo delle sale e consentono un'esperienza virtuale a tutti che supera i limiti spaziali.
Utilizzando il mouse e la tastiera, cliccando sugli hotspot inseriti negli ambienti e navigando le mappe interattive la visita si approfondisce con elementi di contesto: foto, video e testi. Possiamo scegliere il percorso e lasciarci incantare dalle bellezze custodite in questo museo.
Prima di lasciarvi alla visita virtuale del museo vi voglio, però, raccontare qualche cosa sui musei e sulla piazza sulla quale affacciano le sue due palazzine.
 I Musei Capitolini possono essere considerati come il primo museo della storia inteso come luogo dove l'arte fosse fruibile da tutti e non solo dai proprietari. La loro nascita viene fatta risalire al 1471, quando il papa Sisto IV donò al popolo romano un gruppo di statue bronzee tra le quali la lupa capitolina.


Furono aperti al pubblico nell'anno 1734, sotto papa Clemente XII.  Si parla di "musei", al plurale, in quanto alla originaria raccolta di sculture antiche fu aggiunta da papa Benedetto XIV, nel XVIII secolo, la Pinacoteca, costituita da opere illustranti soggetti prevalentemente romani.
Palazzo dei Conservatori (sede della collezione di statue) e dal Palazzo Nuovo(sede della pinacoteca), edifici che affacciano sulla michelangiolesca Piazza del Campidoglio.
L'opera forse più famosa che vi è conservata è la statua equestre di Marco Aurelio; quella al centro della piazza è una copia, mentre l'originale, dopo essere stato sottoposto a lavori di restauro, è ora collocato nella nuova aula vetrata.


Mi raccomando da non perdere la galleria lapidaria (cioè preposta all'esposizione delle epigrafi), che dà accesso anche al Tabularium e unisce i due edifici.

A me non rimane che lasciarvi al vostro tour nella speranza di poter tornare presto ad andare in giro fisicamente e non solo virtualmente!




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