Passa ai contenuti principali

Il terzo fuoco della porcellana


La scoperta e l'uso della ceramica risalgono agli albori della storia e sono il frutto della terra fissata nella sua forma dal fuoco.
ll prodotto più raffinato degli elementi che costituiscono la ceramica è la porcellana.
Realizzata in Cina, la porcellana arrivò in Europa tramite gli scritti di Marco Polo nel XIII secolo.
Soltanto nel XV secolo i missionari gesuiti ne importarono in Europa alcuni esemplari decorati in bianco e blu, gli Italiani furono i primi a conoscerli.
La sua composizione rimase a lungo un mistero ed anche per questo motivo ad essa venivano attribuite virtù magiche: loro bianco, infatti, non favorisce la formazione di batteri.
Accanto all’arte della ceramica, c’è un’altra arte non meno preziosa né meno raffinata: la pittura su porcellana.
Delle tecniche di pittura su porcellana, e in particolare della pittura con la tecnica del terzo fuoco, ho avuto modo di parlare ad Artigianato e Palazzo con la signora Gianna Simoni Paciaroni.

La signora Gianna è un’artista raffinata e poliedrica, che crea raffinati pezzi unici da collezione.
E io, naturalmente, mi sono persa tra i suoi disegni.

Ci spiega cos’è il terzo fuoco?
Nella lavorazione della ceramica l’oggetto viene lavorato, poi cotto una volta, dipinto, poi cosparso di cristallina  e cotto nuovamente.
Nella decorazione della porcellana si ha, invece, una lavorazione a terzo fuoco: l’oggetto viene dipinto sopra la cristallina e poi cotto nuovamente.
I colori che vengono usati per decorare la porcellana hanno una componente metallica e , con la cottura, vengono fusi nella cristallina.
Gli oggetti decorati in questo modo si possono utilizzare anche per uso alimentare con un’unica accortezza: non vanno lavati in lavastoviglie, non tanto per la temperatura dell’acqua, quanto perché il detersivo della lavastoviglie porta via la cristallina e con essa il colore.


Come ha iniziato a disegnare su porcellana e come ha imparato questa tecnica?
E’ stata una mia amica a convincermi. Voleva, a tutti i costi, insegnarmi a dipingere su porcellana. 
Avendo, poi, il forno a casa, ho cominciato a lavorare tanto e a fare le prove.
Ho fatto anche un corso da Ginori con un maestro bravissimo, che però era molto geloso dei suoi segreti.
Per imparare si deve avere molta voglia di fare. Con la voglia di fare si può imparare tutto.



Posso imparare anch’io che non sono capace di disegnare?
Certo. Il disegno è una tecnica e come tutte le tecniche, con un po’ di buona volontà, si impara.

Qual è la caratteristica delle sue decorazioni?
A me piace far girare intorno agli oggetti i disegni. Per questo motivo realizzo nastrini, nappe e rampicanti.
Poi mi piace disegnare i pesci.

I piatti da portata mi piace, poi, decorarli anche solo con la testa e la coda del pesce. In questo modo, mettendo sopra il cibo la decorazione non viene nascosta, ma, anzi, viene esaltata.
untitled

Commenti

Post popolari in questo blog

Nel mondo incantato della maglieria per neonati con Il Neonato di Graziella

Ad Altopascio, in provincia di Lucca, esiste un Mondo Incantato fatto di fili intrecciati, di colori tenui, di orsetti curiosi e tenerissimi. In questo mondo incantato ci sono anche mani sapienti di artigiani, che lavorano i fili con la maglieria e con l’uncinetto, creando dei deliziosi vestitini per bambini. Questo mondo incantato è il sogno, avverato, della signora Graziella, che dal 1968 asseconda la sua passione per la maglieria e per il mondo dei bambini. Oggi l’azienda della signora Graziella, Il Neonato di Graziella, è diventata leader nel settore “maglieria esterna diminuita” e il suo mondo incantato ha affascinato anche tutti i componenti della sua famiglia. La caratteristica della lavorazione dei capi dell’azienda consiste nell’utilizzare macchinari, che permettono di realizzare ogni singolo pezzo del prodotto già nella taglia desiderata e non un rettangolo di maglia dal quale tagliare le varie parti per poi assemblarle. In questo Mondo Incantato è nata e cresciuta la signora Su…

Le piccole opere uniche di Andrea Cadoni

Cercare di scoprire l’essenza di un artigiano senza indagare sulle sue origini, senza conoscere i luoghi in cui ha vissuto e quale è stato il suo percorso formativo è un po’ come saltare una parte di storia e andare a leggere solo il finale, è come leggere l’ultima parte del romanzo senza leggerne la prima. Lo so, alle volte capita, soprattutto se si intravede un finale fantastico, lo abbiamo fatto tutti, è inutile nasconderci dietro un dito.

L'eredità delle Ombre. Incontro con Massimilianio Riccardi

L'incontro con questo libro non è stato casuale. Il sua autore, Massimiliano, oltre che essere uno scrittore, è anche un blogger che seguo e leggo con piacere da un bel po' di anni.
Così quando Massimiliano ha dato alle stampe il suo ultimo romanzo non ci ho pensato neanche un minuto, prima di ordinarlo, a contattarlo ...

<<Magari prima leggi il libro, non è detto che ti piaccia, è scritto diversamente dagli altri e il protagonista non è una bella persona>>
A questo punto il mio livello di curiosità è arrivato alle stelle. Ho ordinato il libro e ho aspettato, pazientemente, che il postino bussasse alla mia porta e che me lo consegnasse.