Nero come il mare di Charlotte McConaghy: il peso delle scelte e dei legami
Ci sono libri che leggi con calma, lasciando che la storia faccia il suo percorso. E poi ci sono quelli che, una volta cominciati, fai fatica a mettere giù. Nero come il mare di Charlotte McConaghy per me è stato uno di questi. L'ho letto in tre giorni. A conquistarmi per prima è stata l'ambientazione. Un'isola sperduta, quasi completamente abitata dalla famiglia che vive nel faro. E su quell'isola c'è qualcosa di prezioso: una banca di semi provenienti da tutto il mondo, raccolti e custoditi perché possano servire a garantire la sopravvivenza dell'umanità davanti a una possibile catastrofe. Solo che la catastrofe non è più un'ipotesi. Il cambiamento climatico sta modificando il mondo e l'isola stessa, minacciata dallo scioglimento dei ghiacci e dall'innalzamento del mare. I semi devono essere selezionati e trasferiti altrove. Sarebbe già una storia abbastanza potente così. Ma questa, in realtà, è soltanto la cornice. La vera storia è quella dei pers...