Un incontro inatteso
La libraia non riusciva a smettere di leggere il diario. Fuori si era fatto buio, la luce della vetrina disegna riflessi tremolanti sul pavimento e lei era ancora lì, seduta a terra tra gli scaffali, immersa nella lettura e nella scoperta. Ogni pagina la conduceva un po’ più lontano, in un altrove che non era solo geografico ma interiore. Le sue dita scorrevano sulle pagine ingiallite e, a ogni parola, il mondo della libreria sembrava dissolversi. All’improvviso, tra le righe, affiorò un ricordo. Oggi ho camminato lungo il fiume all’alba. L’aria era fredda, eppure un silenzio così pieno di voci da farmi dubitare di essere solo. Ho visto le prime luci illuminare le case sulla collina, e ho pensato che ogni città abbia i suoi segreti, nascosti tra le pieghe del tempo. La libraia sollevò lo sguardo dalla pagina. Fuori, la strada era deserta; un lampione diffondeva un alone giallo che sfiorava la vetrina. Sembrava quasi che le luci del diario si riflettessero nel mondo reale, e...