L'orologiaio di Brest. Quando un’indagine diventa una ricerca di sé
Ci sono libri che, una volta arrivati all’ultima pagina, ti lasciano una domanda. E poi ci sono quelli che ti fanno chiudere l’ultima pagina e cercare immediatamente il seguito. L’orologiaio di Brest è uno di questi. Tutto parte da una domanda: perché un uomo che fa l’autista a un magistrato muore nell’esplosione di un ordigno in una cava? Per capire cosa è successo, bisogna tornare indietro nel tempo. Vera, la figlia dell’autista morto, vuole capire quale sia la verità sulla morte del padre e per questo coinvolge Andrea Malchiodi, figlio dell’uomo che ha creato il meccanismo di innesto della bomba, cresciuto solo con la madre e all’oscuro della vera identità del padre. I due protagonisti scoprono di essere legati da un mistero oscuro che risale a quattro decenni prima e che coinvolge violenza politica, colpa e rimpianti. E poi c’è un personaggio enigmatico, noto come “l’uomo degli ingranaggi”: un esperto di armi ed esplosivi, custode di segreti inconfessabili. Ma la cosa che mi è pia...