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Flavia Biagioni, La Rompipallet.


Si chiama Flavia, la Rompipallet, ed è una artista del riciclo. Grazie a lei vecchi tubi si trasformano in omini di luce che a me ricordano tanto Edi, l'amico di Archimede Pitagorico.
Ho conosciuto Flavia sotto i portici di Eataly vicina di banco di Sonia. Entrambe unite non solo da amicizia, ma anche dalla stessa idea di riciclo e di arredo in stile industriale. E se di Sonia e del suo mondo fantastico vi ho già parlato, oggi è il turno di Flavia.

Cominciamo dalle tue lampade. Come nasce l'idea di assemblare parti di tubo per creare lampade?


L'idea non è la mia. Quello di fare lampade assemblando tubi è uno stile molto in voga negli USA e lì è un trend ormai parecchio affermato.
In Italia è da qualche anno che si possono trovare lampade realizzate in questo modo. Quando le ho viste la prima volta, ho pensato che potevo provare a realizzarle anche io e così mi sono messa all'opera.

Oltre a costruire lampade, anzi, prima ancora di costruire lampade, tu sei una artigiana del legno. Ci parli dei tuoi lavori di legno?
Nel mio lavoro io sono una autodidatta e il primo contatto con il mondo della creatività l'ho avuto con il legno, per la precisione con il legno di recupero dei vecchi pallet.
Oltre alle cornici e ai quadri bidimensionali, le targhette per le porte sono i primi lavori che ho realizzato e rappresentano la mia idea di creatività: progettare, assemblare, tagliare, incollare e infine colorare.


Le targhette, poi, possono essere personalizzate per tutti i membri della famiglia (animali domestici inclusi).

Creatività per te è?
Per me la creatività è uno sfogo, non potrei vivere senza. Ho scelto di fare l'artigiana, perché è il modo per dare sfogo al mio essere e alla mia creatività.

Io ho trovata perfetta, per le sue opere, la frase di De Andrè riportata sulla Pagina Facebook di Flavia:
Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori


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