Passa ai contenuti principali

Aystone. L'alchimia della pietra

Scolpire non è scavare una pietra, è trovare il respiro della vita in essa e rivelarlo.
(Anonimo)

Giacomo Noyà è uno scultore: lavora, scolpisce e modella il marmo.
La materia che passa tra le sue mani si trasforma: tutto diventa marmo levigato, leggero, tanto leggero da poter essere indossato.


Incontrare Giacomo a Paratissima per me è stato un onore; poter vedere da vicino le sue creazioni, un’emozione.
Parlare del marmo e della sua leggerezza potrebbe sembrare un controsenso, invece non lo è affatto.
Soprattutto non si può parlare di pesantezza con Giacomo, che realmente riesce a trasformare, a rendere indossabile una delle pietre più dure della terra.
Tantissime domande mi sono frullate nella testa a cominciare dal nome del marchio.

Come nasce il nome del tuo brand? Cosa significa e cosa rappresenta?
Il mio cognome è Di Noia, però, poiché sono nato in Belgio, i miei amici a scuola mi chiamavano Di Noyà ho tolto il Di e sono diventato Noyà, lo scultore.


Se si legge al contrario questo nome ne risulta Ayon. Ayon è il brand che ho usato per l'arredamento e il design.


Da Ayon è nato il mio terzo brand Aystone.

Il tuo lavoro viaggia sulla sottile linea tra arte, artigianato e design. Come ti piace definirti?
La mia esigenza, che non è ben capita e ben apprezzata, è di mescolare queste mie tre anime. La mia è una ricerca per trovare un compromesso tra arte, artigianato e design.
Io ho intrapreso prima la strada di artista come Noyà, poi ho guardato all'artigianato e all'arredamento con il brand Ayon e ora sono approdato al design per un bisogno di leggerezza.
Ho ridimensionato la mia scultura da 100 chili a 100 grammi.


Quale è l'alchimia che fa diventare pietre oggetti che nella realtà vengono realizzati con altri materiali?
Io ho sempre pensato tutto in pietra.
Anche le tele che ho dipinto sono realizzate in polvere di marmo. Utilizzavo il colore con la materia, aggiungendo all'acrilico la polvere di marmo.
Il ponte dell'alchimia, secondo me, è una predisposizione d'animo.

Tu usi tanti tipi di pietre e di marmi. Quanto il tipo di marmo influisce sulla scelta dell'oggetto da scolpire?
Influisce il suo colore e la sua leggerezza. Ho in programma di fare una palette di colori vastissima, non ci sono limiti sul lavorare il marmo.


Seguendo la bellezza della pietra decido cosa scolpire.
Questa ad esempio è una fibbia realizzata in onice, che, retroilluminata, rimane trasparente.
Attualmente ho due collezioni Ovoid e Uruk.

Michelangelo Buonarroti diceva che l'immagine da scolpire è già dentro il blocco di marmo. Quando tu hai un blocco da scolpire è già dentro il blocco la tua idea?
Poiché il mio è un processo tra arte, design e artigianato il processo è diverso.
Vado a lavorare su una collezione con le forme già prestabilite.
La parte di libertà è su cosa faccio dentro la forma: se la scavo o la lavoro differentemente. Non esco dal progetto della collezione altrimenti il rischio è quello di perdermi.
La libertà sta nel lavoro che c'è all'interno delle forme, nella semplicità delle quali c'è la ricercatezza.

Ci siamo lasciati con la sottoscritta ancora più curiosa di vedere i suoi lavori indossati. Così ci siamo dati appuntamento per il giorno successivo alla sfilata di moda.

Federica ed io non potevamo farci sfuggire l'occasione, così quel sabato sera abbiamo velocemente cenato, per poi ritrovarci ai bordi della passerella per documentare la sfilata con video e foto.


Vedere indossati i ciondoli, le cinture, i papillon è stata veramente la chiusura del cerchio.

Quando ero ormai in treno sulla strada verso casa, ho trovato sul telefono un messaggio e mi sono morsa il labbro al pensiero di non essere rimasta a Torino fino alla fine della manifestazione.

"Ho vinto il premio fashion design Paratissima 2016 !"

E noi siamo felicissime di aver conosciuto Giacomo e altrettanto felici per il premio che ha ricevuto.


Commenti

Post popolari in questo blog

Nel mondo incantato della maglieria per neonati con Il Neonato di Graziella

Ad Altopascio, in provincia di Lucca, esiste un Mondo Incantato fatto di fili intrecciati, di colori tenui, di orsetti curiosi e tenerissimi. In questo mondo incantato ci sono anche mani sapienti di artigiani, che lavorano i fili con la maglieria e con l’uncinetto, creando dei deliziosi vestitini per bambini. Questo mondo incantato è il sogno, avverato, della signora Graziella, che dal 1968 asseconda la sua passione per la maglieria e per il mondo dei bambini. Oggi l’azienda della signora Graziella, Il Neonato di Graziella, è diventata leader nel settore “maglieria esterna diminuita” e il suo mondo incantato ha affascinato anche tutti i componenti della sua famiglia. La caratteristica della lavorazione dei capi dell’azienda consiste nell’utilizzare macchinari, che permettono di realizzare ogni singolo pezzo del prodotto già nella taglia desiderata e non un rettangolo di maglia dal quale tagliare le varie parti per poi assemblarle. In questo Mondo Incantato è nata e cresciuta la signora Su…

Le piccole opere uniche di Andrea Cadoni

Cercare di scoprire l’essenza di un artigiano senza indagare sulle sue origini, senza conoscere i luoghi in cui ha vissuto e quale è stato il suo percorso formativo è un po’ come saltare una parte di storia e andare a leggere solo il finale, è come leggere l’ultima parte del romanzo senza leggerne la prima. Lo so, alle volte capita, soprattutto se si intravede un finale fantastico, lo abbiamo fatto tutti, è inutile nasconderci dietro un dito.

L'eredità delle Ombre. Incontro con Massimilianio Riccardi

L'incontro con questo libro non è stato casuale. Il sua autore, Massimiliano, oltre che essere uno scrittore, è anche un blogger che seguo e leggo con piacere da un bel po' di anni.
Così quando Massimiliano ha dato alle stampe il suo ultimo romanzo non ci ho pensato neanche un minuto, prima di ordinarlo, a contattarlo ...

<<Magari prima leggi il libro, non è detto che ti piaccia, è scritto diversamente dagli altri e il protagonista non è una bella persona>>
A questo punto il mio livello di curiosità è arrivato alle stelle. Ho ordinato il libro e ho aspettato, pazientemente, che il postino bussasse alla mia porta e che me lo consegnasse.