Passa ai contenuti principali

Buonvink: il design che incontra l'up-cycling


Quando ho visto queste strane lampade, ho subito pensato al design anni '70, quando non si vedevano tanti punti luce penzolare giù dal soffitto. Nelle case c’erano piuttosto piantane o grandi lampade da terra, per lo meno a casa mia era così.
Per questo motivo, a Paratissima, non ho resistito alla tentazione di avvicinarmi e chiedere a Daniela Buonvino di spiegarmi la natura di queste strane lampade.
Ho scoperto così che Daniela con il suo lavoro si inserisce nella corrente dell'up-cycling.

Che cosa è l'up-cycling?
L'up-cycling è una corrente di design sostenibile che fa parte della blue economy e prevede l'allungamento della vita di un prodotto.
Invece di riciclare, ossia fondere il materiale e ridare al materiale stesso una nuova forma, creando quindi un nuovo progetto, l'up-cycling prevede di ridare una nuova funzione e una nuova vita agli oggetti destinati ad essere buttati.
In questo caso le mie lampade sono realizzate usando fusti di birra, che vengono usati al massimo per una settimana in un bar e che poi vengono buttati. Creando da questi fusti una lampada si spera di dare loro una vita un po' più lunga di una settimana.


Come nasce l'idea?
Nasce dopo una serata nella quale ero andata a bere una birra con degli amici. Uscita dal locale avevo visto, tra i rifiuti, una sfera trasparente.
Incuriosita l'ho portata a casa e dopo una breve ricerca ho scoperto che era un fusto di birra alla spina utilizzato dai birrifici di ultima generazione.
Ho scoperto, poi, che era un oggetto che non veniva in alcun modo riciclato.
Ho così cominciato a pensare a un progetto. La lampada è stata la prima visione che ho avuto, quando ho visto il fusto.

E poi quale è stata l'evoluzione del tuo progetto?
Ho cominciato facendo degli esperimenti senza prenderli troppo sul serio, finché un paio di amici mi hanno incoraggiato a continuare. Allora ho preso uno studio, un atelier, dove ho cominciato la mia avventura professionale.
Ho cominciato a fare dei mercatini e mi sono resa conto che la gente era interessata.


Un anno fa ho incontrato Peter, che è un ingegnere olandese, e insieme abbiamo cominciato a realizzare delle serie interattive con dei sensori per accendere o spegnere le lampade o per aumentare o diminuire l'intensità della luce. E' nato così BuonVink.
La nostra intenzione è quella di unire tecnologia e arte, per rendere il prodotto più accattivante e per far rendere conto alla gente che con l'up-cycling si possono fare cose belle. I nostri sono tutti pezzi unici.


Quali sono le difficoltà che più spesso incontri nel lavorare questi fusti?
Le difficoltà maggiori sono aprirli, pulirli e lavorarli. In più le connessioni elettriche sono state difficili da realizzare.

Quale è il tipo di lavorazione che prediligi?
Io mi stufo spesso di fare sempre la stessa cosa, per questo motivo sin dall'inizio ho diversificato le mie collezioni.


La lavorazione che secondo me diventerà un classico è il glass skeen.


I fusti in origine sono di plastica trasparente, però quando li tiro fuori dalle loro scatole sono spesso danneggiati e rigati. In questo modo riesco a nascondere e a camuffare questi graffi.

Commenti

Post popolari in questo blog

Nel mondo incantato della maglieria per neonati con Il Neonato di Graziella

Ad Altopascio, in provincia di Lucca, esiste un Mondo Incantato fatto di fili intrecciati, di colori tenui, di orsetti curiosi e tenerissimi. In questo mondo incantato ci sono anche mani sapienti di artigiani, che lavorano i fili con la maglieria e con l’uncinetto, creando dei deliziosi vestitini per bambini. Questo mondo incantato è il sogno, avverato, della signora Graziella, che dal 1968 asseconda la sua passione per la maglieria e per il mondo dei bambini. Oggi l’azienda della signora Graziella, Il Neonato di Graziella, è diventata leader nel settore “maglieria esterna diminuita” e il suo mondo incantato ha affascinato anche tutti i componenti della sua famiglia. La caratteristica della lavorazione dei capi dell’azienda consiste nell’utilizzare macchinari, che permettono di realizzare ogni singolo pezzo del prodotto già nella taglia desiderata e non un rettangolo di maglia dal quale tagliare le varie parti per poi assemblarle. In questo Mondo Incantato è nata e cresciuta la signora Su…

Le piccole opere uniche di Andrea Cadoni

Cercare di scoprire l’essenza di un artigiano senza indagare sulle sue origini, senza conoscere i luoghi in cui ha vissuto e quale è stato il suo percorso formativo è un po’ come saltare una parte di storia e andare a leggere solo il finale, è come leggere l’ultima parte del romanzo senza leggerne la prima. Lo so, alle volte capita, soprattutto se si intravede un finale fantastico, lo abbiamo fatto tutti, è inutile nasconderci dietro un dito.

L'eredità delle Ombre. Incontro con Massimilianio Riccardi

L'incontro con questo libro non è stato casuale. Il sua autore, Massimiliano, oltre che essere uno scrittore, è anche un blogger che seguo e leggo con piacere da un bel po' di anni.
Così quando Massimiliano ha dato alle stampe il suo ultimo romanzo non ci ho pensato neanche un minuto, prima di ordinarlo, a contattarlo ...

<<Magari prima leggi il libro, non è detto che ti piaccia, è scritto diversamente dagli altri e il protagonista non è una bella persona>>
A questo punto il mio livello di curiosità è arrivato alle stelle. Ho ordinato il libro e ho aspettato, pazientemente, che il postino bussasse alla mia porta e che me lo consegnasse.