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Piel De Rueda, quando la pelletteria cambia pelle

Il mio incontro con Raul Ruiz Rodriguez risale al dicembre 2015. Preistoria, penserete voi …
Il progetto era agli albori e io mi ero imbattuta, quasi per caso, in un mercato natalizio realizzato da una associazione di artigiani. Eravamo a piazza di Cinecittà, l’associazione era Prendi L’Arte e la postazione di Fabrike Recikled era una delle prime che avevano attirato la mia attenzione.




Cosa mi aveva colpito?
Non ci sono molti dubbi: il materiale usato da Raul, per realizzare il suo lavoro. Fino a quel giorno avevo associato la pelle, tutt’al più la stoffa (o il tessuto più in generale) alle borse, alle cinture, ai porta chiavi.
Lì davanti a me, invece, c’era tutt’altro: gomma, copertoni, camere d’aria ... la pelletteria aveva cambiato pelle!
Cosa è successo dal 2015 ad oggi?
E’ successo che Raul e Giulia Valdettaro, la sua compagna, hanno intrapreso, sulla scia di Fabrike Recikled un progetto tutto nuovo: Piel de Rueda.
Io trovo, che il nome del nuovo brand sia fantastico e che sia la giusta veste per il loro lavoro: piel de rueda, letteralmente pelle di ruota, la materia prima del loro lavoro.
Per questo motivo ho deciso di ricontattarli e di farmi raccontare cosa era successo negli ultimi tre anni.
Ringrazio Giulia e Raul per la tempestività con la quale hanno risposto alle mie domande.

Raul, ti abbiamo conosciuto a Roma come Fabrike Recikled, ti ritroviamo a Genova come Piel de Rueda. Cosa è successo nel mezzo?
Il mio progetto Fabrike Recikled è nato nel Lazio e ha trovato la sua massima espressione a Roma, città di grande scambio culturale ed artistico, dove ho potuto esplorare varie possibilità di riciclo del materiale elettronico e informatico.
Ben presto, però, dato che sono una persona molto curiosa e mi piace esplorare nuovi ambiti, insieme alla mia compagna, Giulia, mi sono appassionato nel recupero di altri materiali con cui lavorare, sempre ovviamente nell'ottica del riciclo.
E’ nato cosi, insieme a lei, il nostro nuovo progetto Piel de Rueda basato sul riutilizzo di camere d'aria e copertoni di vari mezzi di trasporto.
Perché proprio Genova?
In realtà non viviamo a Genova, ma a Mulazzo, un piccolo paesino della Lunigiana, molto tranquillo e suggestivo. Abbiamo deciso di spostarci da Roma verso il nord Italia per vari motivi, tra cui anche il desiderio di avvicinarsi ad un nuovo mercato, più internazionale.
Quanto il territorio in cui vivi influisce sul vostro lavoro?
Una bella domanda! Il trasferimento comporta molte questioni, tra cui sicuramente dover allacciare nuovi rapporti e collaborazioni: abbiamo dovuto cercare nuovi posti dove recuperare il materiale da riciclare, all'inizio non è stato facile, ma con un po' di pazienza si incontrano le persone giuste, che hanno apprezzato il nostro progetto e contribuiscono tutt'oggi al nostro lavoro.

Cosa avete lasciato a Roma e cosa invece vi siete portati dietro?
A Roma abbiamo sicuramente lasciato tanti amici e colleghi artigiani e il nostro bozzolo creativo, i nostri primi lavori con le camere d'aria.
Lì, ad esempio, cucivamo ancora a mano, mentre adesso utilizziamo quasi totalmente le macchine da cucire, che ovviamente ci siamo portati con noi qui in Toscana come se fossero due figlie.
Riciclate camere d'aria. Cosa vuol dire per voi riciclare?
Per noi riciclare vuol dire molte cose. Sicuramente ci infonde speranza nel contribuire ad un progetto di  un mondo meno inquinato e più eco-sostenibile.
Siamo consapevoli, che questo materiale può essere utilizzato ancora in tanti modi prima di essere gettato definitivamente.
Poi il riciclo per noi è anche una sfida personale: riuscire a pensare a nuove possibilità di esistenza oltre ciò che viene comunemente pensato, è qualcosa di molto stimolante ed eccitante, un gioco di mente, che si riflette poi anche sul portafoglio.

Quali sono i colori della creatività?
Ci viene da rispondere ironicamente il nero!
Riciclando camere d'aria e copertoni siamo sempre molto a contatto con questo colore. All'inizio poteva essere limitante, ma ci siamo presto resi conto che di contrasto potevamo giocare con tutti gli altri colori e così lo abbiamo fatto con piacere.
Tutti i colori per noi sono creativi, la creatività sta dentro di noi.

Quale è il colore che più vi rappresenta?
Giulia ed io abbiamo gusti differenti e questo è buono lavorando insieme, ci permette di essere più eterogenei possibile. A me piacciono i toni più scuri, arancione e marrone, mentre lei adora il giallo e il verde.

Come nascono i vostri progetti? Viene prima il materiale o prima il progetto?
Anche nella creazione siamo differenti: io sono più metodico e parto da un cartamodello, che ho già in mente, mentre lei è più istintiva e si adatta a forme che le escono anche casualmente.
In ogni modo adoriamo entrambi la duttilità e siamo diventati bravi ad adattarci a ciò che abbiamo sotto mano, questo è anche ciò che implica saper riciclare.

Come immaginate il vostro futuro? Qual è il vostro sogno creativo nel cassetto?
Il nostro progetto è di continuare a lavorare dentro Piel de Rueda, perfezionando e sviluppando nuove tecniche e modelli, sperimentando nuovi materiali , dirigendoci sempre di più verso il mercato internazionale.
Vogliamo farci conoscere e far conoscere il nostro progetto,  con l’auspicio che la camera d'aria diventi, finché sarà utilizzata, un materiale apprezzato per le sue inaspettate e durature qualità.

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