I piccoli mosaici di vita di Lodovica Paschetta


Nella baraonda di colori, immagini, suoni, persone all’interno di Torino Esposizioni, io mi sono fermata a guardare le tele di Lodovica Paschetta.
Mi sono fermata e sono stata trasportata in un altro mondo, sono stata catturata dalla forme delle case e dai colori brillanti.
Quello che dipinge Lodovica è un mondo incantato, fatato, dove i colori la fanno da padrone e dove le forme sono semplici e arrotondate, quasi tracciate da una mano infantile che, in quanto tale, è priva di regole e costrizioni. 


Devo dire che non è stato facile rintracciare Lodovica, però alla fine siamo riuscite a incontrarci e ho potuto farle alcune domande.

Dipingi case e panorami fantastici. Cosa rappresenta per te la casa?
Bella questa domanda. Per me la casa è qualcosa di molto intimo, è il luogo dove risiede il nostro animo e rappresenta la parte più nascosta e più profonda di ognuno di noi.
Queste case sembra quasi che vogliano parlare e vogliano esprimersi, come se fossero vive e vere.
Il fatto che uso questi colori sul giallo e l’arancione è perché dentro la casa c’è vita e il giallo la rappresenta. 
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Invece cosa rappresentano i simboli, che si trovano sulle case al posto delle finestre?
In ognuno di noi c’è qualche cosa che ci rappresenta. La casa diventa una rappresentazione del nostro vissuto, del nostro passato. 
Ogni casa rappresenta un’identità e il simbolo è ciò che l’essere umano ha da custodire di più prezioso e di più intimo.
I simboli rappresentano i ricordi e le emozioni di ciascuno di noi. 
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Cosa ti dà più soddisfazione nel tuo lavoro?
La soddisfazione più grande è quella di trovare apprezzamento, di uscire un pochino allo scoperto.
Ogni volta che mi propongo al pubblico mi metto in gioco. Il giudizio del pubblico può essere positivo o negativo, ma comunque va vissuto in modo positivo. Le piccole vittorie arrivano anche da un piccolo apprezzamento che dà sempre molta carica. 
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Quali sono stati i passaggi fondamentali della tua evoluzione artistica?
Io nasco, artisticamente parlando, autodidatta. Ho avuto però un grande maestro uruguaiano, che mi ha spinto e incoraggiato in questo percorso e che rappresenta per me un punto di riferimento: Coco Cano. I momenti preziosi in cui mi dà suggerimenti sono per me fondamentali.
Poi, il proprio percorso artistico ognuno se lo crea e lo porta avanti un po’ da sé.

Parlaci della tua collaborazione con Art Design Factory.
La collaborazione con Giuseppe Colucci è abbastanza recente e mi sta dando molta soddisfazione.
C’è molta sintonia tra di noi ed entrambi siamo entusiasti. Ogni volta che io propongo delle cose, lui non mi boccia mai nulla, anzi, mi incoraggia e questa è una cosa molto bella.
Ci siamo conosciuti qualche tempo fa. Io ho fatto delle mostre da lui e poi abbiamo deciso di abbinare i miei disegni alle sue lampade. 
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Che cosa è l’arte?
L’arte è l’espressione più pura e autentica di ognuno di noi.

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