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Creatività on the road: il Carnevale Romano e le sue maschere


 Il Carnevale di Roma non è una festa che si offre al popolo, 
bensì una festa che il popolo offre a se stesso.
(Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia, 1788)

Ritorno a parlare di creatività on the road e questa volta, complice la settimana del carnevale, lo faccio parlando del Carnevale Romano e delle sue maschere.
Le origini del Carnevale Romano sono antichissime. Pare, infatti, che risalgano agli antichi riti dei Saturnali, che si svolgevano a Roma nel mese di dicembre. L’allegria era il filo conduttore dei Saturnali. Cibo e vino comparivano in abbondanza sulle tavole imbandite.
Le prime testimonianze del Carnevale romano risalgono al X secolo d.C. Nei giorni precedenti la Quaresima, infatti, si tenevano per la città giochi e tornei. Con il passare dei secoli l’organizzazione del carnevale si affinò sempre di più, divenendo uno degli appuntamenti più attesi di tutto l’anno e recuperando quel carattere trasgressivo legato al piacere sfrenato e al travestimento tipico dei Saturnali.

L’appuntamento principe di tutto il Carnevale era senza dubbio la Corsa dei Berberi, che  utilizzava il lungo rettifilo di via Lata (l’odierna via del Corso, che deve il suo attuale nome proprio alle corse carnevalesche), da piazza del Popolo a piazza Venezia.
Con la Breccia di Porta Pia il Carnevale romano conobbe una rapida crisi. Nella Roma “umbertina” l’evento capitolino appariva una manifestazione troppo popolana, quasi incivile, non degna della nuova capitale del Regno italiano. L’abolizione della Corsa dei Berberi nel 1883, dopo l’ennesimo incidente mortale, fu il naturale preludio al definitivo tramonto del Carnevale romano che, di lì a poco, fu del tutto soppresso.
Rugantino è la maschera più famosa del Carnevale Romano. Impersona il tipico personaggio romanesco: giovane, arrogante e strafottente, ma in fondo buono d'animo.

La figura di Rugantino è stata portata in scena per la prima volta nel 1962  da Garinei e Giovannini con le musiche di Armando Trovajoli.
Nella Roma papalina del XIX secolo, i protagonisti della commedia musicale sono Rugantino, giovane spaccone, arrogante e avverso a qualsivoglia lavoro e Rosetta, moglie del violento e gelosissimo Gnecco Er Matriciano, croce e delizia di tutti i giovani romani.
Rugantino scommette con i suoi amici.di sedurre Rosetta prima della Sera dei Lanternoni. Il giovane, nonostante umilianti peripezie, riesce nell’intento ma finisce con l’innamorarsi della ragazza, e per rispetto nei suoi confronti, non si vanta dell’impresa con i suoi compagni. Il riserbo per l'impresa, però, dura poco e il suo carattere spaccone prende presto il sopravvento, ferendo così i sentimenti di lei.
Durante il Carnevale Gnecco viene assassinato da un criminale mentre Rugantino è altrove in compagnia di una nobile. Il protagonista si fa trovare casualmente accanto al cadavere e quindi,per riscattarsi, si autoaccusa dell’omicidio, il cui movente sarebbe l’amore per Rosetta.
Imprigionato e condannato a morte, con Rosetta che si dichiara perdutamente innamorata, sale sul patibolo sostenendo la colpevolezza, dimostrando così, affrontando la morte, di essere un vero uomo. La vicenda si conclude con Mastro Titta che giustizia un Rugantino finalmente rispettato e ammirato da tutti.

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