Sonia Aggio, Nella stanza dell'imperatore

935 d.C. E' qui che comincia il racconto della vita di Giovanni Zimisce, Imperatore bizantino tra il 969 e il 976.

Era da tanto che non leggevo un romanzo storico così bello e ben strutturato. 

Quello che ci si appresta a fare, già dalle prime pagine del libro, è un viaggio nel tempo che ci conduce per le strade e per i vicoli di Bisanzio tra amori, intrighi e coraggio.

Quella di Bisanzio è una storia parallela alla nostra, che influenza la storia europea però allo stesso tempo è una storia della quale si parla pochissimo e questo la rende affascinate. 

Sonia Aggio ce la racconta benissimo dal punto di vista della società, accompagnando il lettore alla scoperta di qualche cosa di nuovo e che non si aspetta minimamente.

E' la storia di battaglie, di lotte per il potere ma anche di amore e di rapporti interpersonali.

E' la storia di Giovanni che, allevato dai fratelli della madre, fa del nomignolo dispregiativo del padre, Zimisce, il suo nome. 

La guerra è tutto ciò che gli rimane: sua moglie è morta di parto e i parenti del padre, i Curcuas, lo considerano un traditore. 

Quando ormai sembra che Giovanni non abbia più altro scopo se non combattere al fianco dei Foca, viene ferito gravemente  durante un agguato e mentre è moribondo sul campo di battaglia viene salutato da una strega come Strategos d'oriente (comandante), Domestikos degli Anatoli (generale) e infine come Basileus Ton Romaion. 

Cercando in tutti i modi di sfuggire a questo destino, Zimisce attraversa gli anni e i campi di battaglia portando a compimento una carriera militare folgorante attraverso riconquiste di territori perduti, accrescendo la gloria del successo. 

Io mi sono lasciata trasportare da questo romanzo, inizialmente con un po' di difficoltà, lo ammetto, ma poi sempre più catturata dalla storia, sempre più affascinata dalle descrizioni dei palazzi e delle usanze, fino a rimanere dispiaciuta di essere arrivata a leggere l'ultima pagina.


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