Negli occhi degli altri
“Il diavolo ride sempre di chi dimentica la meraviglia.”
Sono a San Gimignano, al riparo nel mio bar preferito. Il caffè è caldo, bollente, e fuori la vita scorre lentamente. L’aria profuma di cannella, e io guardo senza fretta: non ho altro da fare se non osservare.
Cosa, direte voi? Gli occhi delle persone, ogni piccolo sguardo che racconta qualcosa di unico. Sta passando un signore che tutte le sere a quest'ora fa la strada per tornare a casa. Normalmente va di corsa e quasi non si accorge di chi gli sta intorno. Oggi invece si ferma, alza gli occhi e osserva la piazza che lo circonda, come fosse la prima volta.
Accanto a lui, una giovane donna si ferma davanti a una vetrina. Lo sguardo assorto nei riflessi della luce sul vetro, mormora quasi a se stessa:
— Guarda che piazza straordinaria, ogni volta sembra diversa.
Il signore accanto a lei sorride senza dire nulla, e insieme restano qualche istante a osservare il gioco delle luci sulle pietre bagnate dalla pioggia.
E io mi chiedo: quanto spesso ci fermiamo davvero a guardare? Quante volte attraversiamo luoghi che conosciamo da anni senza notare i dettagli che rendono ogni giorno diverso dall’altro? La frase “Il diavolo ride sempre di chi dimentica la meraviglia”, torna prepotente alla mente in momenti come questo.
Più in là, due ragazzi camminano insieme, parlano a bassa voce, ma ogni tanto si voltano a guardare i tetti e le torri, come se fossero meraviglie mai viste prima. Penso a quanto sia singolare la meraviglia: non è qualcosa che si trova, è qualcosa che si sceglie di vedere. Forse per questo annoto tutto, pagina dopo pagina, nel diario: per ricordarmi che la vita si rivela negli occhi degli altri, in quei piccoli dettagli che spesso ignoriamo.
Ogni sguardo racconta qualcosa. La piazza, le pietre lucide per la pioggia, le luci calde dei lampioni: tutto prende vita attraverso chi passa. È lì, nella concentrazione degli sguardi, nella sorpresa di un gesto, che si nasconde la meraviglia quotidiana.
Riprendo tra le mani il libro che ho in borsa e rileggo la frase che ho sottolineato: “Il diavolo ride sempre di chi dimentica la meraviglia.” Non serve viaggiare lontano, non serve cercare l’eccezionale. La meraviglia è qui, negli occhi degli altri, in ciò che decidiamo di notare.
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