Nel cuore di Siena: il Palazzo Pubblico
Camminando in Piazza del Campo, il cuore pulsante di Siena, è impossibile non restare colpiti dal Palazzo Pubblico, simbolo del potere cittadino fin dal XIII secolo. La sua imponente torre, il Mangia, si staglia verso il cielo e domina l’intera piazza, come a ricordare ai senesi e ai visitatori la grandezza di un’epoca che ha plasmato ogni vicolo della città. Ogni mattone sembra raccontare storie di consoli, Capitani di Parte e Podestà, e passeggiare davanti alla facciata è quasi come sfogliare un libro di storia scritto sulla pietra.
Il Palazzo custodisce piccoli dettagli che spesso sfuggono al primo sguardo. La torre ospita la famosa campana che un tempo scandiva il ritmo della vita cittadina, mentre gli stemmi dei Podestà e dei Capitani di Parte decorano le facciate interne.
Statue e rilievi narrano vicende leggendarie e simboli di potere: i colori bianco e nero dei marmi ricordano l’identità dei contradaioli, mentre leoni e draghi si nascondono tra decorazioni e angoli, silenziosi custodi di storie antiche.
Camminare tra queste sale è come fare un salto nel passato: non si osservano solo affreschi, ma vere e proprie lezioni di vita che attraversano i secoli.
I veri tesori sono gli affreschi che custodisce all'interno delle sue sale, primo fra tutti il celebre ciclo di Ambrogio Lorenzetti, il Buon e Cattivo Governo.
Anche se i colori si sono affievoliti col tempo, le immagini restano un racconto straordinario della vita e delle preoccupazioni di Siena nel Trecento. Il Buon Governo mostra una città armoniosa e prospera, strade animate da cittadini, mercati e contadini al lavoro, palazzi e torri in perfetto equilibrio.
Al contrario, il Cattivo Governo rappresenta il disordine e la corruzione: città minacciate da violenza e povertà, campagne desolate, simboli inquietanti che ammoniscono sulla fragilità del potere e della giustizia.
Proseguendo, si incontra il celebre ritratto equestre di Guidoriccio da Fogliano all’assedio di Montemassi.
Il condottiero a cavallo, con l’armatura lucente e il cavallo possente, sembra pronto a muoversi, mentre sullo sfondo l’assedio racconta tensione, strategia e trionfo militare. Non è solo un ritratto, ma un manifesto di forza e autorità, un’immagine che ancora oggi trasmette il prestigio di Siena e la sua storia di potere e resistenza.
Non lontano, gli occhi vengono catturati dal ciclo di affreschi di Spinello Aretino, realizzato pochi decenni dopo Lorenzetti.
Le scene di vita civile e militare, animate da figure dinamiche e dettagli vivaci, raccontano episodi storici e leggende senesi, guidando lo spettatore attraverso storie di giustizia, coraggio e valori civici. Pur meno famoso del ciclo del Buon e Cattivo Governo, il lavoro di Spinello merita attenzione: ogni scena è un piccolo racconto che arricchisce la comprensione della storia della città, e il suo stile diretto e narrativo cattura ancora oggi chi percorre le sale del Palazzo Pubblico.

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