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Un viaggio nel paese dei balocchi


C'è, in una piccola via di Testaccio, uno dei più affascinanti quartieri romani, un piccolo negozio, una piccola bottega artigiana, che contiene e custodisce infinita bellezza.


Le Bambole è proprio questo: bellezza dello splendore ritrovato attraverso accurati restauri, reinterpretazioni artistiche, creatività pura di una accuratezza rara e preziosa.Io mi trovo di fronte a una bottega piena zeppa di oggetti, come questa lampada ricavata dal braccio di un manichino e decorata con la tecnica del découpage.


Al mio fianco ci sono orologi, che sono preziose sculture.


E carillon artistici  unici come questo.



Non so dove posare gli occhi, dove focalizzare l'attenzione.Ad aiutarmi e a raccontarmi di questa bottega e della sua storia c'è il signor Gianni, titolare insieme alla moglie Eliana, della bottega.

A lui ho fatto un po' di domande per cercare di capire meglio la loro arte.

La vostra storia è lunga e comincia negli anni '70. Il negozio, poi, quest'anno festeggia i 25 anni di attività. Come e quando è iniziato tutto?
La nostra è stata da sempre una passione. Mia moglie ha cominciato facendo vestiti per le bambole, io ho cominciato lavorando con il traforo.

La vostra attività è incentrata sul lavoro di restauro sia su commissione che di vostra produzione. I lavori su commissione quanto possono accendere la creatività?
Il restauro accende la creatività in modo incredibile. Devi tornare in dietro nel tempo e cercare di mantenere l'epoca dell'oggetto sotto restauro. Non è che se si lavora al restauro di una bambola antica il risultato finale può essere una bambola nuova vestita in modo moderno.Quando, poi, siamo chiamati a trasformare gli oggetti, la fantasia si sbizzarrisce in modo incredibile.

Questa, per esempio, è una spilla nata da un vecchio orologio.


Al restauro delle bambole, che ha un percorso storico culturale non indifferente, come vi siete approcciati? Avete avuto un maestro che vi ha insegnato?
No assolutamente, siamo degli autodidatti.  Ci siamo formati leggendo libri sulle bambole antiche, vedendo come erano fatte e cercando di riprodurle. Inizialmente andavamo a Porta Portese (mercato delle pulci romano n.d.r.) per comprare vecchi abiti dai quali ricavare i cartamodelli per i vestiti delle bambole e vecchie stoffe per poterli realizzare.



Voi avete una lunga storia alle spalle. Siete una piccola bottega artigiana e come la vostra ce ne sono altre a Roma. Riguardo al mondo dell'artigianato, avete qualche idea per poterlo valorizzare?
Negli anni '80 abbiamo fondato un consorzio di artigiani, Consart, al quale si deve l’importante attività di promozione dell’artigianato artistico e al recupero urbano di uno degli spazi all'epoca abbandonati nel centro di Roma, i sottopassaggi di piazza Montecitorio, sotto l'odierna Galleria Sordi. Abbiamo partecipato a mostre prettamente artigianali. Ce n'era una a Via dell'Orso, dove per poter esporre c'era una selezione incredibile. Poi, però, sono passati trent'anni e i giovani, secondo me, non hanno raccolto.
La qualità è scesa, la fantasia è molto limitata.
Il prodotto artigianale, per essere considerato di pregio, deve puntare alla qualità, deve essere rifinito.
Le cose di pregio, poi, non passano di moda e vengono sempre richieste, come queste testine di cartapesta che noi realizziamo dagli anni '80 e che ancora hanno un loro mercato.

 Potete trovare il signor Gianni e la signora Eliana nel loro negozio a via Luca della Robbia, 11
00153 Roma.

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