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Maria Letizia Volpicelli: dall'arte del Liccio alla Fiber Art

Mi aggiro per l’Atelier Crochet-Tricot & Tessitura di Abilmente Roma Primavera 2016.
Nell'area dedicata alla tessitura c’è più silenzio che altrove nella fiera. Sul grande tavolo spiccano allettanti telai a liccio, attrezzi pieni di fascino che invitano a cimentarsi in quella meravigliosa arte che è la tessitura a mano.
Inevitabile chiedersi come sia nata l'ingegnosa  idea di tendere, per la prima volta, tra due paletti una serie di fili ordinati in un fascio ed incrociare tra questi un altro filo in un verso e poi nell’altro fino a dare forma ad un tessuto.
Una donna dallo sguardo dolce e attento sta preparando le sue allieve, che si cimenteranno a breve su quei telai, probabilmente per la prima volta nella loro vita. Sta per iniziare il laboratorio di tessitura con telaio a pettine liccio, tenuto da Maria Letizia Volpicelli ed io sono qui per capire come avviene il miracolo: mani che danzano ritmicamente dentro lo spazio di una struttura di legno, intrecciando aria e filati … un disegno che si compone piano, ed è magia.


Sintetizzare chi è Maria Letizia Volpicelli è difficile: attrice burattinaia, sperimenta la costruzione di burattini e marionette con il feltro ad acqua e ad ago, con cui si esibisce in spettacoli presentati in numerosi festival di teatro di figura in tutto il mondo. Ha studiato tessitura, arazzo, macramé e decorazione su tessuto presso la Scuola di Arti Ornamentali di Roma, prendendo parte a numerose mostre e concorsi di arte tessile. Ha seguito corsi di tintura naturale, Ecoprint, tessitura Sprang, Marudai, Takadai, Karakumi, Kumihimo e Ply slit. C’è da rimanere quanto meno confusi …
Approfitto di un momento di pausa e chiedo a Maria Letizia di poterle rivolgere qualche domanda, lei acconsente, avvertendomi che potrà dedicarmi poco tempo, perché a breve dovrà tornare dalle sue allieve.

So che lei è figlia d’arte, mi racconti qualcosa della sua passione per i burattini.
Si. Mia madre, Maria Signorelli, era una creatrice di burattini.


Nel corso degli anni ha raccolto, creato e collezionato circa 5.000 pezzi. La collezione comprende marionette del ‘700, del XX secolo, ombre cinesi, wayang, pupi siciliani e le opere di mia madre ed è visibile sul sito www.collezionemariasignorelli.it

Non ha portato in fiera i suoi burattini, immagino…
No, sono qui per fare altro. Creo burattini con materiali diversi, mi piace sperimentare. Molti sono in feltro. Ma questo non era il giusto contesto.


Lei si definisce “attrice burattinaia” ed ha insegnato nella scuola dell’infanzia. Molta della sua passione per la tessitura è stata riversata nel suo lavoro a scuola, vero?
Si, vero. Sono stata un’insegnante e ho fatto tessere e tingere a scuola. E’ importante trasferire la cultura e le tradizioni e la scuola in questo dovrebbe avere un ruolo prioritario.


Di che cosa parliamo quando parliamo di arti tessili oggi?
Arti tessili oggi è la possibilità di esprimere la propria creatività con qualsiasi materiale. Una volta imparato l’intreccio le strade possibili sono infinite: ci sono opere fatte con il ferro, con la plastica … proprio con tutto. Ad esempio io amo molto realizzare arazzi. Ecco l’arazzo dà davvero libero spazio alla creatività. La tessitura non è più legata, come un tempo, al mondo della moda e dell’abbigliamento. Oggi si tesse per creare pannelli, oggetti d’arredo. Arti tessili oggi vuol dire esplorare molto più che in passato e lasciarsi contaminare.


Lei fa parte di un’associazione che si chiama “Coordinamento tessitori” giusto? Ci spiega di cosa si occupa la vostra associazione?
Si certo. “CoordinamentoTessitori” è un’associazione culturale, che nasce nel 2001 allo scopo di promuovere la pratica e lo studio della tessitura a mano valorizzandone gli aspetti culturali, storici, artistici e didattici. L’associazione raduna persone interessate alle arti tessili e opera sia a livello nazionale che internazionale attraverso diverse attività. Pubblica una rivista periodica che si chiama “Tessere a Mano”, ricca di notizie di interesse del settore e per la quale scrivo. Organizza e promuovere corsi, seminari e altre iniziative per la formazione ed organizza periodicamente mostre e convegni su temi specifici legati alle arti tessili, in Italia e all’estero.

Un esempio è “Feltrosa”, a cui lei negli ultimi anni ha preso parte attivamente. Cos’è Feltrosa”?
“Feltrosa” è una meravigliosa occasione di incontro, il raduno annuale dei feltrai italiani. E’ sicuramente la più accreditata manifestazione del settore in Italia, con insegnanti internazionali. Un incontro creativo e festoso ed un’occasione unica per confrontarsi con insegnanti bravissimi.


E’ una manifestazione prevalentemente centrata sui corsi?
Ci sono molti corsi, ma anche mostre, esposizioni, e soprattutto incontro e contaminazione.

Avete una rete di artisti e creativi che vengono a trasferire le loro competenze?
L’artefice dell’organizzazione di questo incontro annuale è Eva Basile, è lei che coordina per conto di “Coordinamento Tessitori”, i rapporti con gli insegnanti e le collaborazioni con enti ed aziende del settore.


Quanto si sente social?
(Sorride) Io non ho una natura molto socievole … ecco sono un po' chiusa… ma devo dire che grazie alle attività dell’associazione negli anni ho scoperto di conoscere un mare di gente!

E’ una cosa bella questa, l’arte per connettersi con le persone…
Sì, vero, molto bella. Incontrarsi ed avvicinarsi è più facile quando si condividono le stesse passioni.

Maria Letizia Volpicelli viene richiamata all’attenzione delle sue allieve. Si congeda e va a vedere cosa è riuscita a trasferire della sua conoscenza. Finita la pausa ... continua la magia.

Questo post è stato scritto da © Fabiola Di Girolamo

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