Le Paladine della cultura



E' un po' che ci pensavo. E' un po' che mi chiedevo che caspita di fine avessero fatto i programmi radio di approfondimento, ma anche i radiodrammi e tutta una serie di trasmissioni che mi facevano rimanere incollata alla radio. 

Insomma, negli anni mi è sparita da sotto gli occhi una buona fetta di programmi radio che mi piaceva ascoltare e che mi facevano compagnia.

Prima delle vacanze estive, però, ho trovato su fb una pubblicità che mi ha incuriosito: su Spotify venivano trasmessi una serie di podcast del MiC (Ministero della culura) prodotti da Chora: Paladine.

Ho ascoltato tutte le puntate, una dietro l'altra, con la curiosità di chi scopre una nuova piattaforma trovando, però, al suo interno un linguaggio e un tipo di comunicazione noti. 

Io che pensavo che contenesse solo musica, non avevo neanche mai tentato l'accesso a Spotify e invece mi sono dovuta ricredere. Ho ritrovato qui tutto quello che non riuscivo più a trovare in radio.

Torniamo a Paladine, perchè è di questo insieme di podcast che ho voglia di raccontarvi oggi.

Chi sono le protagoniste dei podcast? 

Sono otto donne, otto Paladine della cultura italiana che hanno protetto, studiato, valorizzato e reso disponibile per il grande pubblico il patrimonio artistico italiano: archeologhe e storiche dell’arte che, come ricercatrici, collezioniste e museologhe hanno segnato la storia dei Beni Culturali: Noemi Gabrielli, Fernanda Wittgens, Caterina Marcenaro, Palma Bucarelli, Paola Zancani Montuoro, Paola Della Pergola, Sandra Pinto, Margherita Sarfatti.

Sono distanti dallo stereotipo (maschile) della “musa ispiratrice”. Sono preparate, appassionate e combattive e hanno spesso sfidato i pregiudizi di un’Italia retrograda per portare avanti le loro idee innovative e per salvaguardare una parte importante del patrimonio artistico nazionale. 

Perchè?

L'idea che sta alla base del progetto è di stimolare la curiosità dei cittadini, di rimettere al centro il nostro patrimonio e far rinascere una frequentazione dei musei dopo due anni di pandemia e di chiusure.

La voce narrante è quella di Serena Dandini (che penso proprio che non abbia bisogno, almeno qui su questo blog, di ulteriori presentazioni).

Io vi invito ad ascoltere questi podcast e a raccontarmi, poi, cosa ne pensate!


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