Roma: passeggiata del Gelsomino


Finalmente, con la chiusura del Giubileo, Roma è tornata a essere di chi la abita e del normale flusso di turisti a cui è abituata e che sa gestire.

Sembra quasi di essere nel primo libro di Harry Potter e la pietra filosofale, quando Harry arriva alla stazione e si mette a cercare il binario 7¾. Anche qui l’inizio ha qualcosa di magico: la passeggiata parte proprio dalla banchina del binario 1 della Stazione di Roma San Pietro. 


Le indicazioni trovate in rete erano essenziali, quasi misteriose: “camminate lungo il binario 1 fino alla fine”.

Già. Una lunga banchina assolata di cui non si intravede la fine. Noi però ci fidiamo e iniziamo a camminare, finché un cartello ci segnala finalmente l’inizio del percorso.



La cupola della Basilica di San Pietro è sempre lì, davanti a noi, come un punto fermo che accompagna ogni passo. Quello che cambia, passo dopo passo, è il resto del Vaticano che lentamente si svela.


Il percorso regala scorci inaspettati: facciate, cortili e angoli nascosti del quartiere vaticano si alternano, fino a che, poco alla volta, si intravede il grande abbraccio del colonnato che circonda Piazza San Pietro.

L’effetto sorpresa che si prova arrivando dalla Passeggiata del Gelsomino è probabilmente lo stesso che un tempo si doveva provare arrivando a Piazza San Pietro da qualunque direzione. La piazza compariva quasi all’improvviso, dopo aver attraversato il dedalo di strade del Borgo.


Oggi non è più così. Con la demolizione di una parte del quartiere e l’apertura di Via della Conciliazione, la piazza si mostra già da lontano e la sorpresa, in gran parte, si perde lungo il percorso.

Lo stesso accade arrivando da Via Ottaviano: fin dall’inizio si intuisce chiaramente quale sarà il punto d’arrivo. La sua recente pedonalizzazione, per quanto bellissima e molto più vivibile, riduce però di molto quell’effetto sorpresa che un tempo accompagnava l’ingresso verso Piazza San Pietro.


Arriviamo infine in Piazza San Pietro e troviamo una scultura che non ricordavamo di aver mai visto prima: Angels Unawares, la barca dei migranti.


Angels Unawares (Angeli inconsapevoli) è stata inaugurata e benedetta da Papa Francesco il 29 settembre 2019, durante la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.

La scultura, realizzata in bronzo, è lunga circa sei metri e rappresenta una barca carica di circa 140 migranti e rifugiati, tutti diversi tra loro per epoca, origine e cultura. Alcuni portano valigie o sacchi, altri sembrano appena saliti a bordo.


Tra tutte queste figure spuntano due ali d’angelo al centro della folla. L’idea dell’artista è suggerire che, accogliendo uno straniero, potremmo accogliere un angelo senza saperlo.

La barca riunisce migranti di epoche diverse: si riconoscono, per esempio, profughi della Seconda guerra mondiale, rifugiati moderni o persone in fuga da conflitti più recenti. L’idea è mostrare come la migrazione sia una storia che attraversa tutta l’umanità.

Ti è piaciuto questo itinerario insolito? Ti va di scoprire altri luoghi insoliti di Roma?

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