Emily: non tutto ciò che finisce smette di esistere...
Il passato di Emily ha un nome: Sam.
Sam, il suo fidanzato storico, l’uomo che avrebbe dovuto sposare… se non avesse scoperto il suo tradimento pochi giorni prima del matrimonio.
Sam, che l’ha resa emotivamente fragile, ma anche profondamente determinata a rialzarsi. A rimettere insieme i pezzi. A ritrovare la fiducia in se stessa, prima ancora che negli altri.
Il problema, però, è che Emily non riesce a cancellarlo davvero.
Sam restare lì, è una presenza ingombrante che non smette di farsi sentire.
E quando il passato torna così prepotentemente nei paraggi, ricominciare da capo diventa molto più complicato.
Soprattutto se quello che si sta cercando di ricostruire… è proprio la fiducia.
Perché vi sto raccontando di Emily?
Non so esattamente quando ha smesso di essere “un personaggio” e ha iniziato a sembrare qualcuno che potresti incontrare davvero.
Forse succede quando leggi storie in cui le emozioni non restano sulla pagina, ma ti seguono anche dopo e a un certo punto ti ritrovi a parlarne come parleresti di un’amica: di quello che le è successo, di quello che si porta addosso, di quello da cui sta cercando di ripartire.
Forse è proprio questo il punto.
Emily non è una storia che si osserva da lontano. È una di quelle che ti avvicini senza accorgertene, finché ti ritrovi dentro, con le sue fragilità, con le sue difese, con quel passato che non smette di bussare.
Sam è ciò da cui lei sta cercando di fuggire, ma anche ciò che, in qualche modo, continua a definirla.
Ti amo solo di notte di Vivian Edwards si muove proprio lì tra ciò che si perde e ciò che si prova a ricostruire, in quello spazio incerto dove il cuore non ha ancora deciso se fidarsi di nuovo.
Se vi piacciono le storie in cui le emozioni non stanno mai ferme, in cui il passato non resta davvero passato e in cui ogni passo avanti ha il sapore di una piccola conquista… allora Emily potrebbe essere una di quelle voci che vale la pena ascoltare.
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