Roma: dal Colosseo a San Bonaventura
Una passeggiata dal Colosseo alla Chiesa di San Bonaventura al Palatino è proprio uno di quei piccoli incantesimi urbani che cambiano il ritmo del viaggio.
Un turista può scoprire Roma in molti modi: restare fedele ai grandi classici, seguendo il filo dei monumenti più celebri, oppure deviare di qualche passo e cambiare prospettiva. E io oggi vi porto proprio lì, dove la prospettiva si piega e si trasforma, partendo da uno dei luoghi più fotografati al mondo: il Colosseo.
Basta allontanarsi di qualche passo e imboccare la Via Sacra perché qualcosa inizi a cambiare. Il brusio si attenua piano piano, la folla si dirada e Roma, quasi all’improvviso, si fa intima. Le pietre sotto i piedi sembrano trattenere il passo, invitando a rallentare.
La Via Sacra, però, non è del tutto percorribile liberamente: è l’asse che attraversa i Fori Imperiali e a un certo punto si incontrano i varchi d’accesso all’area archeologica. È lì che bisogna avere un piccolo colpo di curiosità: invece di fermarsi, si devia.
Sulla sinistra si apre una strada che si inerpica lungo il Palatino. Non ha la solennità dei grandi percorsi monumentali, ma proprio per questo custodisce un fascino più discreto.
Il Palatino è un’area profondamente stratificata, dove ogni pietra poggia su secoli di storia: siamo infatti sul colle dove, secondo la tradizione, nacque Roma.
La Città antica resta sempre accanto a noi, come una presenza silenziosa che non ha mai davvero lasciato la scena. Tra gli alberi e le curve della salita si intravedono scorci dei Fori Imperiali, frammenti di colonne, pietre consumate dal tempo e zone che sembrano ancora sospese tra ciò che è stato scoperto e ciò che resta da immaginare.
È una sensazione particolare: cammini nel presente, ma con la costante impressione che basti spostare lo sguardo di qualche grado per inciampare nella storia.
La prima tappa della nostra passeggiata è la Chiesa di San Sebastiano al Palatino, un luogo che sembra quasi nascondersi tra il verde e i silenzi del colle.
Questa piccola chiesa ha origini antiche, ma l’aspetto che vediamo oggi è il risultato di interventi successivi, in particolare tra il XVII e il XVIII secolo.
La dedicazione a San Sebastiano non è casuale. Il santo, martire cristiano molto venerato, è spesso legato a luoghi di raccoglimento e preghiera appartati, e qui trova una cornice perfetta: una chiesa raccolta, quasi eremitica, che invita più alla contemplazione che alla visita frettolosa.
Nel tempo, la chiesa è stata anche affidata a comunità religiose che ne hanno custodito il carattere intimo e spirituale. Non aspettarti grandi decorazioni o fasti barocchi: il suo fascino sta proprio nella semplicità, nel dialogo continuo tra natura, rovine e silenzio.
La passeggiata continua, attraversiamo le stazioni della Via Crucis, piccoli segni lungo il cammino che accompagnano il passo e invitano, quasi senza accorgersene, a rallentare ancora. È un tratto sospeso, dove il tempo sembra distendersi e il rumore della città resta ormai lontano, come un’eco dimenticata.
Poi, quasi in punta di piedi, si arriva alla nostra meta: la Chiesa di San Bonaventura al Palatino.
La chiesa, fondata nel XVII secolo e legata all’ordine francescano, conserva ancora oggi quell’anima semplice e contemplativa che sembra in perfetta armonia con il luogo in cui sorge.
Accanto alla chiesa si trova anche il piccolo convento, noto perché qui visse San Leonardo da Porto Maurizio, grande promotore della Via Crucis proprio a Roma. È come se il percorso fatto fino a qui trovasse un suo senso compiuto: non solo una passeggiata, ma un cammino.
Arrivati in cima, lo sguardo si apre, il respiro si allunga e resta addosso una sensazione rara: quella di aver attraversato Roma senza seguirla, ma lasciandosi guidare da lei. Un piccolo incantesimo, appunto, che continua anche quando la passeggiata finisce.
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