Oggetti di viaggio: storie da mettere in valigia
Ogni viaggio lascia qualcosa dietro di sé.
A volte sono fotografie, altre volte biglietti dimenticati in fondo a una borsa, cartoline conservate tra le pagine di un libro, mappe piegate e riaperte così tante volte da sembrare parte del paesaggio che raccontano.
Ci abituiamo a considerarli oggetti comuni. Eppure ognuno di loro custodisce una storia.
La valigia ha accompagnato generazioni di viaggiatori prima di noi. La cartolina ha portato notizie da luoghi lontani quando una telefonata era un lusso. Il taccuino ha raccolto impressioni, schizzi e ricordi destinati a diventare memoria.
Da tempo mi accorgo che nei miei viaggi porto sempre con me qualcosa che va oltre la destinazione. Un libro infilato nello zaino, un biglietto conservato per ricordo, una guida piena di annotazioni, una fotografia stampata anni dopo il ritorno.
Sono piccoli compagni di strada che spesso passano inosservati. Eppure raccontano il nostro modo di viaggiare quasi quanto i luoghi che visitiamo.
Per questo nasce una nuova rubrica del blog.
Nei prossimi mesi andremo alla scoperta di alcuni oggetti che hanno accompagnato i viaggiatori nel corso del tempo. Cercheremo le loro origini, seguiremo le trasformazioni che hanno vissuto e proveremo a capire perché continuano a far parte delle nostre partenze, anche in un mondo sempre più digitale.
Sarà un percorso fatto di storia, curiosità, letture e ricordi personali. Un viaggio nel viaggio, attraverso quegli oggetti che finiscono in valigia, nelle tasche o sugli scaffali di casa, e che continuano a raccontare qualcosa di noi anche molto tempo dopo il ritorno.
Perché a volte non sono soltanto i luoghi a conservare la memoria di un viaggio.
A volte basta una cartolina ingiallita, un vecchio biglietto o un taccuino pieno di appunti per ritrovare la strada.
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