Nero come il mare di Charlotte McConaghy: il peso delle scelte e dei legami


Ci sono libri che leggi con calma, lasciando che la storia faccia il suo percorso. E poi ci sono quelli che, una volta cominciati, fai fatica a mettere giù.

Nero come il mare di Charlotte McConaghy per me è stato uno di questi. L'ho letto in tre giorni.

A conquistarmi per prima è stata l'ambientazione. Un'isola sperduta, quasi completamente abitata dalla famiglia che vive nel faro. E su quell'isola c'è qualcosa di prezioso: una banca di semi provenienti da tutto il mondo, raccolti e custoditi perché possano servire a garantire la sopravvivenza dell'umanità davanti a una possibile catastrofe.

Solo che la catastrofe non è più un'ipotesi.

Il cambiamento climatico sta modificando il mondo e l'isola stessa, minacciata dallo scioglimento dei ghiacci e dall'innalzamento del mare. I semi devono essere selezionati e trasferiti altrove.

Sarebbe già una storia abbastanza potente così. Ma questa, in realtà, è soltanto la cornice.

La vera storia è quella dei personaggi.

Ognuno porta con sé una storia diversa e ognuno ha con l'isola un legame particolare. Per qualcuno è casa, per qualcun altro è una prigione, un rifugio, una parte della propria identità. Man mano che le loro storie si intrecciano, l'isola diventa qualcosa di diverso per ciascuno di loro.

Ed è qui che il romanzo, per me, diventa molto più interessante della sua premessa.

Perché a un certo punto la domanda non è più soltanto che cosa accadrà all'isola o come salvare i semi. I personaggi devono capire che cosa conta davvero e che cosa sono disposti a sacrificare.

Ognuno parte dal proprio posto nel mondo, dai propri desideri e dalle proprie ferite. Poi arriva la famiglia. Non una famiglia perfetta, tutt'altro, ma una famiglia che deve imparare a restare insieme mentre tutto intorno cambia.

E per sopravvivere insieme bisogna fare delle rinunce.

È questo il cuore del romanzo: la sopravvivenza non è soltanto una questione di salvare ciò che abbiamo. È anche decidere che cosa siamo disposti a lasciare andare per le persone che amiamo.

Il finale porta questa idea fino alle estreme conseguenze. È commovente, ma soprattutto dà un senso a tutto il percorso fatto dai personaggi. Senza raccontarlo, posso dire soltanto che una scelta estrema diventa l'ultimo atto di un percorso fatto di legami, amore e rinunce.

Nero come il mare parte da una storia che sembra parlare della sopravvivenza dell'umanità e finisce per parlare di qualcosa di molto più vicino a noi: delle persone che scegliamo, dei legami che ci definiscono e di quello che siamo capaci di fare per chi amiamo.

Commenti

Post popolari in questo blog

Nel mondo incantato della maglieria per neonati con Il Neonato di Graziella

Find inspiration. Cinque sculture con fili di metallo

Il Codice Da Vinci e i segreti di Parigi