Post

Dentro il tempo dei tram: il Polo Museale ATAC

Immagine
Oggi vi porto a conoscere un luogo incantato dove il tempo pare essersi scordato di scorrere. Ci troviamo in quello che oggi viene definito Ostiense District, un luogo dove la storia e l'archeologia industriale si fondono creando un’atmosfera unica. Ci incamminiamo lungo la via Ostiense e, dopo poco, ci troviamo di fronte al cancello del Polo Museale ATAC: sembra quasi un passaggio secondario, uno di quelli che la città tiene in disparte, un’entrata che potresti tranquillamente ignorare. E invece basta varcarlo per ritrovarsi in una Roma diversa, fatta di ferri pesanti, vernici consumate e storie che non hanno mai smesso davvero di muoversi. Varchiamo il cancello e li troviamo lì, immobili e silenziosi: i tram che sembrano sospesi, come in attesa di ripartire da un momento all’altro. Non sono solo mezzi di trasporto, ma frammenti di quotidianità. Sedili consumati, maniglie levigate dal passaggio continuo delle mani: piccoli dettagli che parlano di una città vissuta più che racconta...

Emily: non tutto ciò che finisce smette di esistere...

Immagine
Il passato di Emily ha un nome: Sam. Sam, il suo fidanzato storico, l’uomo che avrebbe dovuto sposare… se non avesse scoperto il suo tradimento pochi giorni prima del matrimonio. Sam, che l’ha resa emotivamente fragile, ma anche profondamente determinata a rialzarsi. A rimettere insieme i pezzi. A ritrovare la fiducia in se stessa, prima ancora che negli altri. Il problema, però, è che Emily non riesce a cancellarlo davvero. Sam restare lì, è una presenza ingombrante che non smette di farsi sentire. E quando il passato torna così prepotentemente nei paraggi, ricominciare da capo diventa molto più complicato. Soprattutto se quello che si sta cercando di ricostruire… è proprio la fiducia. Perché vi sto raccontando di Emily? Non so esattamente quando ha smesso di essere “un personaggio” e ha iniziato a sembrare qualcuno che potresti incontrare davvero. Forse succede quando leggi storie in cui le emozioni non restano sulla pagina, ma ti seguono anche dopo e a un certo punto ti ritrovi a pa...

Roma: dal Colosseo a San Bonaventura

Immagine
Una passeggiata dal Colosseo alla Chiesa di San Bonaventura al Palatino è proprio uno di quei piccoli incantesimi urbani che cambiano il ritmo del viaggio. Un turista può scoprire Roma in molti modi: restare fedele ai grandi classici, seguendo il filo dei monumenti più celebri, oppure deviare di qualche passo e cambiare prospettiva. E io oggi vi porto proprio lì, dove la prospettiva si piega e si trasforma, partendo da uno dei luoghi più fotografati al mondo: il Colosseo. Basta allontanarsi di qualche passo e imboccare la Via Sacra perché qualcosa inizi a cambiare. Il brusio si attenua piano piano, la folla si dirada e Roma, quasi all’improvviso, si fa intima. Le pietre sotto i piedi sembrano trattenere il passo, invitando a rallentare. La Via Sacra, però, non è del tutto percorribile liberamente: è l’asse che attraversa i Fori Imperiali e a un certo punto si incontrano i varchi d’accesso all’area archeologica. È lì che bisogna avere un piccolo colpo di curiosità: invece di fermarsi, s...

Il filo del tempo: l'arte antica della tessitura

Immagine
Davanti al telaio il tempo cambia ritmo. Il filo passa, torna indietro, viene battuto con il pettine. Un gesto semplice che si ripete centinaia di volte finché, quasi senza accorgersene, dai fili nasce un tessuto. È uno di quei mestieri antichi in cui la pazienza diventa materia. Nella cultura europea la tessitura compare anche nel mito. La storia più famosa è quella di Aracne, una giovane tessitrice talmente abile da attirare l’attenzione della dea Atena, protettrice delle arti e dei mestieri. Secondo il racconto, Aracne era così sicura del proprio talento da sfidare la dea a una gara di tessitura. Atena accettò. Le due prepararono il telaio e iniziarono a lavorare. Il tessuto della dea celebrava la potenza degli dei e metteva in guardia gli uomini dalla superbia. Aracne invece tessé scene che mostravano gli inganni e le debolezze degli dei stessi. Il suo lavoro era perfetto, tanto che Atena non poté trovargli difetti. Accecata dall’ira, la dea distrusse il tessuto e trasformò Aracne ...

Roma nella Settimana Santa: itinerario tra 5 chiese

Immagine
Roma, nella Settimana Santa, si trasforma. Non è solo una città più affollata: diventa più solenne, come se rallentasse il ritmo e abbassasse la voce. Le strade, anche quelle di periferia, si animano con le vie crucis. Le chiese si riempiono e diventano rifugi silenziosi, fatti di ombre e di luce, dove l’arte smette di essere qualcosa da guardare e diventa qualcosa da accogliere. Qui il dolore prende forma, la fede diventa gesto e la bellezza costringe a fermarsi. È in questo spazio sospeso che alcune opere, più di altre, sembrano parlare la lingua della Pasqua. L’itinerario che vi propongo oggi è un viaggio attraverso cinque chiese romane, alla scoperta di altrettante opere d’arte. Per orientarvi lungo il percorso vi lascio qui la mappa dell'itinerario. Il Mosè  La basilica di San Pietro in Vincoli sorge sul Colle Oppio ed è stata costruita nel V secolo per custodire le catene (vincoli) di San Pietro.  Ad attenderci in chiesa, a destra, nella cappella monumentale dell'absid...

Roma: passeggiata del Gelsomino

Immagine
Finalmente, con la chiusura del Giubileo, Roma è tornata a essere di chi la abita e del normale flusso di turisti a cui è abituata e che sa gestire. Sembra quasi di essere nel primo libro di Harry Potter e la pietra filosofale, quando Harry arriva alla stazione e si mette a cercare il binario 7¾. Anche qui l’inizio ha qualcosa di magico: la passeggiata parte proprio dalla banchina del binario 1 della Stazione di Roma San Pietro.  Le indicazioni trovate in rete erano essenziali, quasi misteriose: “camminate lungo il binario 1 fino alla fine”. Già. Una lunga banchina assolata di cui non si intravede la fine. Noi però ci fidiamo e iniziamo a camminare, finché un cartello ci segnala finalmente l’inizio del percorso. La cupola della Basilica di San Pietro è sempre lì, davanti a noi, come un punto fermo che accompagna ogni passo. Quello che cambia, passo dopo passo, è il resto del Vaticano che lentamente si svela. Il percorso regala scorci inaspettati: facciate, cortili e angoli nascosti...

Gialli d'Europa #7 - Irlanda: Nel bosco di Tana French

Immagine
  È sempre difficile raccontare un libro: narrare la trama senza svelare troppo e trasmettere le emozioni che suscita senza cadere nello stucchevole. Anche in questo caso, il rischio era grande, ma ne vale la pena. Il crimine al centro della storia è efferato: una bambina viene ritrovata assassinata, deposta su un altare sacrificale all’interno di un sito archeologico. A raccontare la vicenda è Rob Ryan, uno dei detective incaricati delle indagini. La sua voce in prima persona all’inizio appare affidabile, quasi rassicurante, come se stesse semplicemente ricostruendo i fatti. Ma pagina dopo pagina si capisce che il racconto è meno lineare di quanto sembri: la memoria del narratore è selettiva, a tratti sfuggente, e ciò che emerge dal passato non sempre aiuta a chiarire il presente. Il vero protagonista del romanzo, però, è il bosco stesso. Un luogo che inghiotte tutto come una idrovora: ricordi, indizi, identità. Solo a metà del racconto comincia a restituire qualcosa, frammenti ch...

Alla ricerca delle antiche arti

Immagine
  Ci sono idee che non arrivano in punta di piedi. Si presentano con un gesto semplice, quasi casuale. Nel mio caso, tutto è iniziato qualche mese fa, mentre esploravo il mondo del punch needle. Avevo scritto un articolo, pensando fosse un episodio isolato, un piccolo viaggio attraverso un’arte che un tempo abitava le mani delle nonne e oggi ritorna come un’eco tenue ma tenace. Poi quell’articolo è rimasto lì, come un utensile appoggiato sul tavolo della bottega. Ogni volta che ci passavo accanto, avevo la sensazione che volesse dirmi qualcosa. E, alla fine, l’ho ascoltato. Da qui nasce Alla ricerca delle antiche arti: un itinerario lento, un po’ polveroso e un po’ luminoso, alla scoperta dei gesti che hanno attraversato i secoli. Tecniche nate per necessità e diventate espressione, custodia di tempo, ritmo, pazienza. Sarà un percorso fatto di fili, legni, fibre, tinture, timbri e utensili che raccontano più di quanto sembri. Ogni tappa vivrà in due spazi diversi ma comunicanti: • ...

San Gimignano tra torri, storie e orizzonti toscani

Immagine
San Gimignano è uno di quei luoghi che non hanno bisogno di essere “introdotti”: basta nominarli e già si alzano torri nella mente. C’è una leggenda che riguarda il nome di questa città e che a me piace molto. Si racconta che nel V secolo, quando Attila scendeva come una tempesta sulla penisola, l’antico borgo di Silis fosse ormai spacciato. Case chiuse, campane mute, il vento che sa di fine. Fu allora che apparve in sogno al vescovo un uomo dal volto sereno e dallo sguardo saldo: era San Gimignano, vescovo di Modena. Prometteva protezione. Il mattino dopo, quando l’esercito arrivò alle porte, una fitta nebbia avvolse il borgo. Attila non vide nulla. Nulla da conquistare, nulla da incendiare. Passò oltre. Per gratitudine, gli abitanti dedicarono il paese al santo che li aveva salvati. E da allora Silis divenne San Gimignano. Lo so, è solo una leggenda. Ma provate ad attraversarla la mattina presto, oppure al tramonto, quando i turisti piano piano se ne vanno e l’aria si fa più leggera....